12 Marzo 1940 – Don Giuseppe Mainardi annuncia la necessità di avere una nuova statua in onore di San Gregorio Magno

12 Marzo 1940
Don Giuseppe Mainardi
annuncia la necessità di avere
una nuova statua

in onore di San Gregorio Magno

… ” LA NUOVA STATUA DI SAN GREGORIO MAGNO ” Don Giuseppe Mainardi nel 1941 acquistò la nuova statua grazie a un’encomiabile raccolta di denaro e donazione di oltre undici quintali di grano, della popolazione torrigiana …

LA STATUA LIGNEA DI SAN GREGORIO MAGNO

realizzata in Trentino,
dall’artigiano Goffredo Moroder 
(Ortisei, Bolzano)

 

” LA NUOVA STATUA DI SAN GREGORIO MAGNO ”
Don Giuseppe Mainardi nel 1941
acquistò la nuova statua
grazie a un’encomiabile raccolta di denaro
e donazione di oltre undici quintali di grano,
della popolazione torrigiana

 

tratto da libro del Prof. Francesco Campigli
“Al tempo del Priore Don Giuseppe Mainardi. Immagini e cronache da San Gregorio alla Torre”
La storia di Torre in un libro

 

Il 12 marzo 1940 fu un evento indimenticabile: Don Giuseppe Mainardi volle dare prova del suo entusiasmo e della sua dedizione nei confronti del Santo e del popolo di cui era la guida spirituale.

Per conferire maggioresolennità a quella festa religiosa, il Priore volle che fosse presente una corale maschile in modo da assicurare una Messa cantata, adeguata alla cerimonia. Giusto Meacci, che suonava il clarinetto nella banda di Massarella, diventò il direttore del coro maschile del quale facevano parte Iori Battaglia, Quirino Bechini, Corrado Campigli, Carlo Frediani, Mario Mannini e Antonio Sgherri (organista). Alla processione pomeridiana alla fonte partecipò, su richiesta del giovane parroco, persino la banda di Massarella: un evento, dunque, curato nei minimi dettagli, apprezzato dai fedeli e anche da Mons.

Guido Rossi che celebrò la S. Messa. Vi fu soltanto una nota stonata in quel pentagramma così ben eseguito: la statua del Santo, ormai vecchia e trasandata.

L’anno successivo, grazie ad una partecipazione spontanea dei torrigiani, fu commissionata una nuova statua del Patrono; la stessa che ancora oggi è collocata sopra l’altare posto nella navata sinistra della chiesa. 

L’annuncio della volontà di realizzare tale opera, con il concorso del popolo, fu fatto nel luglio 1940: gli artisti della Val Gardena si sarebbero occupati di forgiare la scultura voluta dai torrigiani e dal loro Priore. Nei mesi successivi, fino alla fine dell’anno, molti fedeli donarono grano e denaro allo scopo di raggiungere la cifra necessaria per pagare la nuova statua. Furono elargiti oltre undici quintali di frumento e quattrocentosessanta lire. 

Con tali sacrifici fatti dal popolo – in un momento critico a causa del perdurare della seconda guerra mondiale – si chiedeva al Santo Patrono di garantire pace e vittoria all’Italia e di far tornare sani e salvi i soldati impegnati nelle dure battaglie oltre i confini del Regno. La speranza era che questi ultimi, una volta rientrati vittoriosi in Patria, potessero inginocchiarsi dinanzi alla nuova statua di San Gregorio insieme a tutti i fedeli che avevano pregato per loro.

 

Sopra. La statua lignea di San Gregorio Magno realizzata tra la fine del 1940 e l’inizio del 1941 dalla ditta “Goffredo Moroder” – costruttore d’Altari e scultore in legno di Ortisei (Bolzano). Fu Don Giuseppe a commissionare l’opera: sin dal suo arrivo nella parrocchia di Torre (febbraio 1939), il Priore pensò che fosse necessaria la sostituzione della vecchia e trasandata statua del Santo Patrono con una nuova scultura in legno. Nel 1940 il popolo di Torre, attraverso un’encomiabile raccolta di denaro e mediante la donazione di oltre undici quintali di grano, riuscì a raggiungere la cifra necessaria per la realizzazione della statua, che, ancora oggi, è collocata nella navata sinistra della chiesa.

.  resoconto della raccolta del grano                fattura acquisto della statua

 

 

 

 

 

 

 

 

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ringrazio Francesco Campigli per avermi permesso di utilizzare testo e foto del suo libro.

L’AFFRESCO DI SAN GREGORIO MAGNO

dentro la cappellina alla Fonte

tratto da libro del Prof. Francesco Campigli
“Al tempo del Priore Don Giuseppe Mainardi. Immagini e cronache da San Gregorio alla Torre”
La storia di Torre in un libro

Nel 1988, partecipò alla Festa patronale il neovescovo di San Miniato, Mons. Edoardo Ricci, che appena giunse a Torre volle donare un mazzo di fiori alla statua di San Gregorio, accolto calorosamente dai numerosi fedeli presenti, dai bambini della scuola materna e dagli alunni della scuola elementare di Torre. Alla Messa solenne, allietata dal coro diretto dall’organista Indro Beconcini, seguì la fiera di beneficenza nei locali dell’asilo; nel pomeriggio, «favorita da una bella giornata di sole», si svolse la tradizionale processione alla Fonte di San Gregorio guidata da Mons. Edoardo Ricci, che, per la prima volta, si recò al chiesino dedicato al Patrono, ubicato in una delle valli più suggestive della frazione. Nel mese precedente, la famiglia di Franco Santini, proprietaria del terreno in cui si trova la sorgente miracolosa, provvide, a proprie spese, «per devozione al Santo», a far restaurare l’affresco raffigurante San Gregorio Magno posto all’interno della Cappella, e a ristrutturare, anche all’esterno, l’intero edificio.

 

tratto da libro del Maestro Mario Catastini
“DON GIUSEPPE MAINARDI Priore di TORRE”

RESTAURATO IL DIPINTO DI S. GREGORIO

Nel febbraio 1988 il pittore Pietro De Martin eseguì la ripresa totale del dipinto raffigurante San Gregorio Magno, che trovasi nella Cappella della fonte e che, con il trascorrere del tempo, si era completamente deteriorato. Venne pure sistemata ed imbiancata la Cappella medesima. Esprimiamo il nostro grazie riconoscente alla famiglia Santini Franco che, per devozione al Santo, si assunse totalmente l’incarico di provvedere al restauro dell’opera suddetta, nonché ai lavori occorsi per la Cappella.

infine, una piccola curiosità… se facciamo particolare attenzione alla parte destra dell’affresco, al lato destro della Chiesa di San Gregorio possiamo ancora notare la presenza del vecchio campanile di Torre abbattuto dai tedeschi nella seconda guerra mondiale che si trovava alla destra della chiesa (semi-cancellato con l’ultimo restauro del 1988); mentre è ben visibile il campanile attuale, quello a sinistra della Chiesa.

La bella statua di San Gregorio Magno fa pensare alla figura che si staglia gigante nella storia: romano puro sangue, discendente della famiglia degli Anici, figlio del senatore Giordano e di Silvia, dà alla sua vita l’impronta della grandezza romana. Nel 573, è nominato prefetto e pretore di Roma; ricevuto il battesimo sul Colle Celio, da Papa Benedetto I è ordinato diacono ed è inviato Nunzio a Costantinopoli; ritorna a Roma nel 586 e dopo solo 4 anni, il 3/IX/590, viene eletto Papa. Regna 14 anni e riesce a dare all’Europa un volto di pace. Fra le grandi conquiste meritano particolare rilievo il battesimo di Adoloaldo, figlio di re Agilulfo, conferito nel 603 e la pace stabilita coi Visigoti, Franchi e Anglosassoni.

 

il parrco  di Torre Don Castell e Monsignor vescovo Andrea Migliavacca

 

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