25 novembre 2018 – LA POESIA COME MOMENTO D’INCONTRO E CENA CON LE MAESTRE DELLA SCUOLA ELEMENTARE “G. BITOSSI” DI TORRE

 

 

pagina web : Millenario Torre 1018-2018 ” Villa Sancti Gregorii “

19 ottobre 1969 inaugurazione dell’impianto di elettrificazione delle campane e dell’orologio pubblico, iniziativa proposta da Don Giuseppe Mainardi e sostenuta dal comitato presieduto da Giovanni Buti. 

19 ottobre 1969 inaugurazione dell’impianto di
elettrificazione delle campane e dell’orologio pubblico,
iniziativa proposta da Don Giuseppe Mainardi
e sostenuta dal comitato presieduto da Giovanni Buti.
 

 

 

“ Il 27 ottobre 1968, nella solennità della Madonna del Rosario, il Priore annunciò, per la prima volta, tale proposta, ripresa e sostenuta anche agli inizi del 1969, tra Epifania e Pasqua…
… Domenica 19 ottobre 1969, in occasione della solennità della Madonna del Rosario, fu inaugurato l’impianto di elettrificazione delle campane e dell’orologio pubblico, con la partecipazione del corpo musicale di S. Miniato; la festa fu coronata da uno spettacolo pirotecnico.”

Se la ‘battaglia’ contro la lampada non fu vinta dal Priore, circa quindici anni dopo egli ottenne un risultato molto più importante, grazie al sostegno del popolo: alla fine degli anni Sessanta, infatti, fu installato l’orologio sul campanile e furono elettrificate le campane, proprio come avevano già fatto le comunità parrocchiali di Massarella, Ponte a Cappiano, Querce, Fucecchio, S. Pierino, Stabbia ed altre ancora.177 Il 27 ottobre 1968, nella solennità della Madonna del Rosario, il Priore annunciò, per la prima volta, tale proposta, ripresa e sostenuta anche agli inizi del 1969, tra Epifania e Pasqua.178 L’iniziativa del parroco incontrò numerose adesioni tra i fedeli di Torre: la domenica delle Palme del 1969 si riunirono circa trenta capi-famiglia che costituirono un comitato pro elettrificazione delle campane e orologio. Giovanni Buti fu eletto presidente; egli cercò di coinvolgere tutti i parrocchiani ai quali rivolse una lettera per spiegare le ragioni dell’iniziativa promossa e per chiedere una nutrita partecipazione popolare.179 Scriveva, infatti, il neopresidente: «Nella riunione del 31 marzo [1969] fu rilevata soprattutto l’urgenza di tale iniziativa, che non sarà solo per il parroco, ma di tutto il popolo della Torre: per adeguarsi al progresso dei tempi e per essere al pari con gli altri popoli vicini […]; perché le campane sono un vincolo di unità per tutto il popolo, che sente in esse la voce comune, simbolo di unione; per avere una esatta regolarità nel suono della campana nelle varie ore del giorno […], dato che con la motorizzazione si avrà anche il suono automatico ad orario. Per questi motivi credo opportuno sensibilizzare tutta la popolazione […] e rivolgo l’invito a tutti e a ciascuno a prendere parte al Comitato, perché esso sia il più possibile rappresentativo».180 Il 24 aprile 1969, Giovanni Buti indirizzò ai fedeli di Torre un’altra lettera per informarli dei costi necessari alla realizzazione del progetto, affidato alla ditta Scarselli di Lastra a Signa. Il preventivo ammontava a lire un milione e cinquecentocinquantamila, di cui cinquecentomila offerte dal Comune di Fucecchio per l’installazione dell’orologio pubblico. Per questa ragione il presidente del comitato chiese ai torrigiani un contributo generoso: appositi incaricati sarebbero passati da tutte le famiglie della frazione per ritirare le offerte fino al raggiungimento della spesa prevista.181 Domenica 19 ottobre 1969, in occasione della solennità della Madonna del Rosario, fu inaugurato l’impianto di elettrificazione delle campane e dell’orologio pubblico, con la partecipazione del corpo musicale di S. Miniato; la festa fu coronata da uno spettacolo pirotecnico.

Un ringraziamento particolare all’amico Maurizio Buti (qui in foto con suo nonno Corrado) per avermi concesso una foto del suo bisnonno Giovanni e poterla mostrare a tutti coloro che vorranno leggere questa storia  

  

 

 

 

 

 

 

 

Le campane hanno un’origine molto antica.

Con il Cristianesimo hanno acquistato un’importanza fondamentale non solo nella vita religiosa, ma in tutti gli aspetti della vita sociale. Il loro grande sviluppo si è avuto nel Medio Evo, quando hanno cominciato a segnare i ritmi e lo svolgimento della vita sia individuale che sociale. In ambienti dove non si conosceva nessun mezzo per la misura del tempo se non il corso del sole sul cielo durante la giornata e delle stelle con la luna durante la notte, il suono della campana segnava tutti i momenti salienti dello scorrere della giornata e della vita. La campana era praticamente l’orologio che misurava il passare del tempo. Nella civiltà contadina la giornata iniziava all’alba e finiva al tramonto: il contadino iniziava il suo lavoro quando cominciava a farsi giorno e tornava a casa quando il sole scendeva oltre l’orizzonte, d’estate e d’inverno; la notte era per il riposo. Ebbene, la campana ritmava questo scorrere della vita quotidiana. Al mattino, a mezzogiorno e al tramonto la campana suonava tredici tocchi (tre + quattro + cinque + uno): i tocchi dell’ aurora si chiamavano mattutino, quelli di mezzogiorno l’angelus e quelli delle sera vespro o ventunora. Quando suonavano questi tocchi la gente faceva il segno della croce e recitava l’Angelus Domini (l’Angelo del Signore).

Le campane segnavano anche i giorni di festa e i giorni di lavoro con suoni diversi. Così gli avvenimenti lieti e quelli tristi, come i matrimoni e i funerali, venivano annunciati con rintocchi differenti.

(tratto da https://digilander.libero.it/ortonaprpa1/primapagina-10ed-lecampane.htm

l’articolo dell’impianto di elettrificazione delle campane
e dell’orologio pubblico
è tratto dalla pubblicazione:

“AL TEMPO DEL PRIORE DON GIUSEPPE MAINARDI
Immagini e cronache da San Gregorio alla Torre”

Prof. Francesco Campigli (2011)

LA CARITORRE ORGANIZZA MERCOLEDI 27 GIUGNO 2018 : ” CENA + TOMBOLA “

LA CARITORRE ORGANIZZA
” CENA + TOMBOLA “

Mercoledi 27 Giugno 2018 ore 20,30 
Piazza San Gregorio – TORRE – (Fucecchio-FI)

 

 

Manuela Pellegrini , coordinatrice della CARITORRE, la Caritas di Torre, vi invita a partecipare alla cena, mercoledi 27 Giugno 2018, alle ore 20,30.

Una bella serata da passare tutti insieme, ricco buffet a 8€, a seguire 5 tombole a 5€, al fine di sostenere le iniziative della Caritas torrigiana.

 

 

 

Prego confermare la presenza a Manuela 333 423 9583.

 

 

 

7 APRILE 2018: INCONTRO SU ENZO FABIANI, POETA DEL NOVECENTO DALLE RADICI TORRIGIANE

INCONTRO SU ENZO FABIANI, POETA DEL NOVECENTO DALLE RADICI TORRIGIANE

 

 

 

Sabato 7 aprile, nella chiesa parrocchiale di Torre, è stato ricordato Enzo Fabiani, poeta e scrittore nato nel 1924 nella frazione fucecchiese e scomparso a Milano nel 2013. Grande poeta, come è stato concordemente detto dai relatori, Aldemaro Toni, direttore della rivista “Erba d’Arno”, Alberto Malvolti, presidente della Fondazione Montanelli Bassi e Rosa Di Benedetto Odazio, studiosa attenta e profonda della poesia di Fabiani, di cui Andrea Giuntini ha letto efficacemente alcune poesie. Presente, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, l’assessore alla Cultura Daniele Cei che ha manifestato l’intenzione di coltivare la memoria di Fabiani con future iniziative editoriali che possano far conoscere il poeta anche alle nuove generazioni fucecchiesi. E’ stato anche sottolineata anche la notorietà di Fabiani di cui hanno scritto e parlato in toni elogiativi critici e scrittori come Italo Calvino, Carlo Betocchi, Giuseppe Prezzolini, Giorgio Caproni, Mario Pomilio, Giovanni Raboni e tanti altri. In particolare Aldemaro Toni si è soffermato sul ricordo della presentazione della raccolta di poesie “Nomen” avvenuta nel lontano 1966 presso l’associazione culturale “Il Poggio”, con la presenza del teologo don Divo Barsotti e del poeta Carlo Betocchi, serata memorabile durante la quale Fabiani parlò della sua poesia e dei legami con la sua terra natale. Sia Toni che Malvolti hanno sottolineato l’ispirazione profondamente religiosa della poesia di Fabiani, una religiosità tutt’altro che devozionale, ma vissuta drammaticamente come ricerca di Dio muovendo da una sorta di “Terra desolata” nelle prime raccolte giovanili, fino ad approdare a una visione animata dalla speranza nelle ultime composizioni. La Di Benedetto ha poi analizzato in profondità il percorso poetico di Fabiani dalle prime raccolte (Il legno verde, Le ferite, Nomen) fino alle ultime poesie, in particolare quelle nate dopo la morte della moglie, a cui sono dedicate le bellissime composizioni della raccolta “La sposa vivente”. Ma nella poesia di Fabiani, che pure ha vissuto la maggior parte della sua vita a Milano, vibrano spesso anche i ricordi della sua terra, le immagini del Padule di Fucecchio, delle colline delle Cerbaie, i nomi dei vecchi abitanti di Torre che rivivono nei suoi versi come mitiche presenze. Fabiani è stato, oltre che poeta, anche giornalista e critico d’arte ed è stato amico di artisti di grande rilievo come Lucio Fontana e Aligi Sassu. A conclusione della serata Francesco Campigli ha parlato dei rapporti tra Enzo Fabiani e il “cenacolo” di Albisola, in Liguria, ritrovo di importanti artisti del Novecento, di poeti e di scrittori, con i quali – negli anni Cinquanta e Sessanta – il Fabiani strinse importanti rapporti umani e professionali. Il Campigli ha poi accennato ai rapporti tra il poeta e la Parrocchia di Torre, guidata, all’epoca, dal Priore don Giuseppe Mainardi, al quale Enzo Fabiani era profondamente legato. Per questo motivo l’illustre torrigiano donò alla chiesa di Torre un bellissimo crocifisso in ceramica, realizzato ad Albisola nei primi anni Sessanta. Grande è stata quindi la curiosità del pubblico presente di ammirare il Crocifisso conservato nella canonica della chiesa, un’altra sorpresa di questo Millenario di Torre che ci sta regalando nuove importanti scoperte. La Parrocchia di San Gregorio Magno ringrazia la Fondazione Montanelli-Bassi e il suo Presidente Prof. Alberto Malvolti per aver organizzato questo incontro nella chiesa di Torre, in occasione del Millenario.

(Comunicato della Fondazione Montanelli-Bassi e della Parrocchia di Torre)

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freccia024settimanale diocesano La Domenica del 29 aprile – Articolo sul convegno su Enzo Fabiani
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LA TORRE festeggia il millenario nel segno di San Gregorio Magno

LA TORRE FESTEGGIA IL MILLENARIO 
nel segno di San Gregorio Magno

 

Lunedì 12 MARZO 2018 alle ore 17.00
Ricorrenza del Patrono

* Millenario di Torre 1018-2018 *

FESTA SAN GREGORIO 2018 (32)

 

Domenica 11 marzo sono cominciati i solenni festeggiamenti a Torre per il Millenario della frazione fucecchiese. Mons. Andrea Cristiani, Arciprete di Fucecchio, ha aperto ufficialmente questo anno così speciale. Il giorno successivo, 12 marzo, ricorrenza di San Gregorio Magno, il vescovo Andrea Migliavacca ha presieduto la santa Messa a Torre, sottolineando la grandezza di questo Papa riformatore della Chiesa, nel cui culto la frazione di Torre si riconosce ormai da mille anni.

 

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Domenica 18 MARZO 2018
incontro storico-musicale
presso la Chiesa parrocchiale di Torre

* Millenario di Torre 1018-2018 *

Domenica 18 marzo si è conclusa la prima settimana di festeggiamenti: al mattino è stata celebrata la messa da mons. Idilio Lazzeri, per tanti anni arciprete di Fucecchio ed ex vicario generale della Diocesi, alla presenza anche del vice-sindaco di Fucecchio Emma Donnini, mentre alle ore 18.00, sempre in chiesa, si èIMG_6451 svolto l’incontro sulla storia di Torre e sulle sue origini Medievali. Ai saluti iniziali del vescovo Andrea Migliavacca e del sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli sono seguite le relazioni dell’archeologo Andrea Vanni Desideri,direttore del Museo comunale di Fucecchio, dell’archeologo fucecchiese Alessandro Costantini e di Alberto Maltolti ,Presidente della Fondazione Montanelli-Bassi e fine conoscitore della storia della Toscana tra medioevo ed età moderna, con particolare riferimento al territorio della Valdinievole, del Valdarno e della Valdelsa, su cui ha scritto numerosi libri e contributi per riviste storiche. Il Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani ha concluso la prima parte sulla storia di Torre,portando i saluti della Regione Toscana e inserendo le origini della frazione nel più ampio contesto della Toscana medioevale. Eugenio Giani ha sottolineato anche quanto la nostra regione sia ricca di città e borghi rurali che trasudano storia e bellezza, raggiungendo in molti casi i «Mille anni» o più di storia. Ha concluso l’incontro il maestro Stefano Boddi, Direttore del Coro della Collegiata di Fucecchio, che ha introdotto i Canti gregoriani, soffermandosi sulla «tradizione» che lega questi ultimi a San Gregorio Magno, Patrono di Torre. Ha coordinato il convegno Francesco Campigli, che ha organizzato l’evento storico-culturale, con la collaborazione di Giuliano Frediani e Vincenzo Sgherri. Campigli ha ringraziato, nel suo intervento, tutti i relatori, il vescovo Andrea, il IMG_6538parroco don Castel e la Collegiata di Fucecchio per il prezioso supporto organizzativo,nonché l’amministrazione comunale,che ha mostrato interesse verso la frazione. Ringraziamento speciale al presidente Eugenio Giani che ha dato un rilievo enorme al convegno. Erano presenti numerosi ospiti del territorio comunale: la Proloco di Fucecchio e di Galleno, la Compagnia della Madonna della Querce, le Contrade Samo, Sant’Andrea e Porta Raimonda, l’Arma dei Carabinieri, le associazioni Italia Nostra e Avo, il coro di Ponte a Cappiano, i parroci di San Pierino e di Galleno-Querce, il viceparroco della Collegiata di Fucecchio e don Francesco Ricciarelli, coordinatore del settimanale diocesano «La Domenica». Dopo l’incontro c’è stata la Cena del Millenario, organizzata dalla Contrada Torre presso il Circolo di San Gregorio, con circa centosettanta persone, compresi gli ospiti in rappresentanza delle diverse realtà culturali, associative e istituzionali della città di Fucecchio. Tornando all’incontro storico-culturale e alle relazioni degli studiosi, si può affermare che il prof. Alberto Malvolti si è soffermato,in particolare, sulle origini medioevali del borgo, partendo dal documento del 1018 che cita la Villa Sancti Gregorii, ossia il luogo corrispondente all’attuale frazione Torre. L’archeologo Andrea Vanni Desideri ha dato ampio spazio alla parte preistorica, nonché ai reperti archeologici rinvenuti personalmente a Torre negli anni Settanta e risalenti all’epoca antica e a quella DSC_0702 colonna romama Campigli Francescomedioevale. Ancora più clamorosa la relazione dell’archeologo Alessandro Costantini, che ha studiato una colonna (nella foto) che si trova nella frazione ed esattamente nel porticato della canonica, dietro la chiesa parrocchiale. Secondo il dott. Costantini – che collabora con l’Università di Pisa – si tratterebbe, con molta probabilità, di un manufatto risalente alla prima età imperiale romana e comunque non successivo al IV secolo dopo Cristo. Su richiesta di Francesco Campigli, Andrea Vanni Desideri ha individuato un esperto di archeologia romana, Alessandro Costantini,il quale ha iniziato a studiare la colonna, alta oltre due metri e in buon stato di conservazione. Quest’ultimo si è confrontato anche con gli archeologi Federico Marri (Università degli Studi di Siena) e Niccolò Mugnai (Università di Leicester), esperti di marmi romani. La colonna di Torre è in marmo «giallo antico» con venature rossastre, proveniente da una cava della Tunisia attiva, appunto, fino al IV secolo circa d.C.. Si tratta di un marmo molto prezioso con il quale sono state prodotte, in epoca romana, numerose colonne, ancora oggi visibili, ad esempio,a Roma. Dal materiale di costruzione, dunque, gli studiosi sono riusciti a stabilire il periodo storico al quale il manufatto sarebbe riconducibile. Com’è arrivata questa preziosa colonna romana a Torre? E quando? L’archeologo Costantini ha concluso l’intervento affermando che continuerà gli studi in tale direzione per presentare un quadro ancora più chiaro e preciso, da cui scaturirà una pubblicazione. Entro la fine del Millenario (12 marzo 2019) – afferma Francesco Campigli -organizzeremo un convegno specifico su questo raro manufatto presente nella nostra frazione, coinvolgendo anche la Soprintendenza archeologica della Toscana e il Ministero dei Beni culturali.

Gli organizzatori del Millenario Torre 1008-2018

Articolo estratto dal notiziario della diocesi di San Miniato
” LA DOMENICA ” del 01 Aprile 2018 , a pagina 5 

freccia024Per leggere il notiziario cliccare qui a lato >  LaDomenica01aprile2018

 

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freccia024per vedere le foto dell’incontro storico-musicale
cliccare qui a lato >  FOTO INCONTRO STORICO-MUSICALE,  2018- Millenario (marzo)

 

Un sincero ringraziamento a
GONEWS, La Nazione (Galimberti) ed Il Tirreno (Sabia)

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