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12 giugno 2019 – Ricordo nel 20° della scomparsa di Don Giuseppe Mainardi

RICORDO NEL 20° DELLA SCOMPARSA 
DI DON GIUSEPPE MAINARDI

12 Giugno 1999 – 12 Giugno 2019

 

Don Giuseppe Mainardi nacque a Forcoli il 4 giugno 1910 da Ottaviano e Ada Bonsignori.

Il 12 febbraio 1939 , avvenne l’ingresso ufficiale del giovane sacerdote nella casa del Signore, nella chiesa di San Gregorio Magno alla Torre.

Alla fine del 1991, nella notte tra il 25 e il 26 dicembre, un ictus cerebrale colpì l’anziano parroco di Torre, costringendolo ad iniziare una via crucis tra ospedali, centri di riabilitazione e case di cura che sarebbe durata fino al 12 giugno 1999. Pur non potendo più svolgere le funzioni in parrocchia, Don Mainardi venne confermato Priore di Torre per le sue integre capacità intellettive

La notte del 12 giugno 1999, poche ore prima di sottoporsi alla operazione stabilita dai medici, Don Giuseppe Mainardi muore.

 

Alcuni ricordi di Don Giuseppe Mainardi …

 

ANDREA PIO CRISTIANI

Arciprete di Fucecchio

 

In un tempo in cui la riconoscenza non è più di moda e tutto si dimentica velocemente, sono molto lieto di constatare come la parrocchia di Torre, dopo oltre dieci anni dalla morte del Priore Don Giuseppe Mainardi, non solo non lo abbia dimenticato, ma gli dedichi un nuovo libro per conservare e trasmettere la sua memoria. Una pubblicazione che è nel contempo album fotografico e diario di una lunga vita. La sua figura di uomo e di sacerdote appare – nelle tappe salienti della sua esistenza e nei ricordi di coloro che lo hanno avuto pastore e padre – con una freschezza che lo rende attuale e comunicativo. Ho avuto la gioia e l’onore di essere annoverato fra gli amici di Don Giuseppe per il fatto di averlo incontrato più volte nelle sue visite ai parenti e conoscenti a Forcoli, suo paese natale, dove io sono stato parroco dal 1977 al febbraio del 1988. Il ricordo più vivo nella memoria è la festa del suo giubileo sacerdotale, quando, fra le varie celebrazioni, ritornò nella sua chiesa natale, dove era stato battezzato, per celebrare una Messa solenne. Era felice e commosso, tutto il paese si strinse attorno a lui con affetto e ammirazione. Era felice perché profondamente riconoscente a Dio per averlo chiamato nella schiera degli apostoli a servirlo nella Chiesa; commosso per il mistero ineffabile, che incute panico ed intimità Divina, a chi, con la propria bocca e le proprie mani, consacra il Corpo e Sangue del Signore.

Ho la chiara convinzione che Don Giuseppe sia stato un autentico ministro di Cristo sempre dedito ad insegnare, santificare e governare quella porzione di popolo di Dio che il Vescovo gli consegnò quando era ancora giovane e dove ha profuso tutte le sue energie. È stato un predicatore diligente, capace di far comprendere a tutti, con semplicità, la parola di Dio. Si dedicava con passione all’educazione alla fede dei ragazzi per prepararli ai Sacramenti e alla vita cristiana. Assunse i dettami del Concilio Vaticano II coinvolgendo nella vita ecclesiale i fedeli laici e si impegnò in una solerte riforma della Liturgia. Il suo assillo furono i “lontani” per i quali pregava costantemente e che in ogni modo cercava di ricondurre all’ovile. È stato un uomo eucaristico che ha fatto della Messa il centro della sua spiritualità e della sua azione pastorale. Indicava a tutti Gesù come l’amico fedele che per noi si fa presente nei tabernacoli del mondo. Si dedicava con grande disponibilità al Sacramento della penitenza per far conoscere a tutti l’immensa misericordia di Dio. Egli incarnava bene la figura del buon pastore suggerita da Gesù nel Vangelo; Don Giuseppe, infatti, conosceva tutte le sue pecorelle, una per una. Di ogni famiglia sapeva i dolori, le gioie, le speranze e con un cuore di padre tutto condivideva. Solo in paradiso sapremo, per intero, il bene che ha fatto e quanti ammalati e moribondi ha accompagnato nel grande viaggio al Cielo con la preghiera e la Santa Unzione. Non si può tacere il suo amore per le missioni e le sue premure per i poveri nei quali egli si identificava, conducendo una vita sobria ed essenziale, insieme alla mamma Ada, che metteva a disposizione degli altri anche l’ultimo centesimo della sua pensione. Dinanzi alla ‘povertà’ della sua casa, splendevano più che mai la ‘bellezza’ della sua chiesa e la ‘grandezza’ dei locali della parrocchia, per i quali sostenne numerosi sacrifici.

Ora il Priore vive in una dimensione inaccessibile e celebra una splendida liturgia celeste con i ‘suoi’ torrigiani defunti che ha ritrovato nel Regno di Dio; e dal cielo benevolo guarda e protegge il suo popolo additandolo alla Madre del Signore che egli tanto amò.

 

tratto da libro del Prof. Francesco Campigli
“Al tempo del Priore Don Giuseppe Mainardi. Immagini e cronache da San Gregorio alla Torre”
La storia di Torre in un libro

(si ringrazia l’autore per il permesso ad estrarre notizie dal suo libro)

 

Don Giuseppe, un esempio di austerità e rigore

Ho molti ricordi di Don Giuseppe legati al suo ruolo di sacerdote tutto di un pezzo, estremamente rigoroso, tanto da sembrare, spesso, troppo esigente.

Sfogliando l’album contenente le foto di famiglia, mi è tornato in mente un episodio di oltre sessant’anni fa, riguardante il mio matrimonio nella chiesa di San Gregorio alla Torre. Fortunatamente in quel giorno un cugino di mio marito riuscì a scattare alcune fotografie all’interno della chiesa, mentre il sacerdote celebrava il nostro sposalizio. Non era facile poter ottenere il permesso di fare delle foto in occasione dei matrimoni, dei battesimi, delle comunioni dei figli ecc. Questo perché Don Giuseppe, allora giovane prete pieno di energia e di vitalità, non voleva che durante le celebrazioni i fotografi di professione o i parenti degli sposi disturbassero la funzione religiosa e distraessero i fedeli presenti in chiesa. Nel mio caso, le foto furono autorizzate implicitamente dal sacerdote che celebrò il mio sposalizio al posto di Don Giuseppe. In quel giorno, infatti, il nostro Priore si trovava a Montenero in gita-pellegrinaggio con alcuni giovani e devoti della nostra frazione. Negli anni Quaranta era solito organizzare, ogni tanto, delle gite al Santuario della Madonna di Montenero.

Inoltre, Don Mainardi era categorico anche sul giorno in cui fissare le nozze. La domenica non era possibile poiché i parrocchiani presenti alla Messa si sarebbero distratti inevitabilmente a causa della presenza degli sposi, dei loro parenti ecc. Quindi i matrimoni venivano celebrati il sabato, alla sola presenza dei parenti e degli amici dei futuri coniugi. Ricordo che almeno una coppia di sposi di Torre, in quegli anni, andò a contrarre matrimonio presso la chiesa di Massarella proprio per poter celebrare le nozze la domenica. Don Giuseppe mantenne questa “rigida” consuetudine anche nei decenni successivi, derogando solo in pochi casi.

Se poi con la mente vado ancora più indietro nel tempo, ricordo il suo arrivo a Torre nel lontano 1939. Poco dopo il suo insediamento ufficiale nella nostra parrocchia cominciò ad insegnarci il catechismo per prepararci a ricevere la Prima Comunione. In occasione del Corpus Domini, celebrato nel giugno 1939, io e tutti gli altri bambini nati nel 1931 ricevemmo il Sacramento dell’Eucarestia. Per Don Giuseppe fu il “primo” Corpus Domini celebrato a Torre e la prima volta che amministrava tale Sacramento nella nostra comunità parrocchiale. Dopo la cerimonia, la mamma del Priore, Ada Bonsignori, invitò tutti noi bambini a mangiare dei biscotti e a bere un caffé d’orzo in canonica. Quanti ricordi legati alla “casa” del Priore… Dopo la dottrina aiutavamo sua madre a fare qualche “faccenda” in casa o andavamo a prendere alcune brocche d’acqua presso la casa del Donati (l’attuale abitazione della famiglia di Lisandro e Flora Santini). In canonica, infatti, non c’era il pozzo. Spesso, per ringraziarci, “mamma” Ada ci offriva dei biscotti preparati con le sue mani.

Alfa Gerboni Campigli
Parrocchiana di Torre

 

tratto da libro del Prof. Francesco Campigli
“Al tempo del Priore Don Giuseppe Mainardi. Immagini e cronache da San Gregorio alla Torre”
La storia di Torre in un libro

 

Don Giuseppe Mainardi

«una luce sulla nostra vita»

 

«Quando sono davanti all’altare, credetemi, mi sento in Paradiso. Mi sento un uomo felice. Quando sono qui non manco di nulla, […] vi faccio questa rivelazione per farvi comprendere il perché della mia scelta. Scegliendo il sacerdozio ho scelto la felicità e mi sono inserito miracolosamente nell’eterno. Perciò non dovrete mai temere di me. La mia fede non avrà vacillamenti perché io ho trovato la felicità».

(Giuseppe Mainardi, Forcoli, 25 luglio 1937)

 

«Nel luglio passato si sono compiuti quaranta anni dalla mia ordinazione sacerdotale. Pensando a quella data lontana sento il bisogno di ringraziare per una grazia così grande Gesù e di pregarlo perché negli anni che ancora mi rimangono mi renda bene degno nel mio servizio di dispensatore dei suoi misteri in mezzo a voi».

(Giuseppe Mainardi, Torre, settembre 1977)

Pagina dedicata alla
Storia della frazione Torre 

e del suo Priore Don Giuseppe Mainardi

 

Molte volte mi è capitato di trovarmi in Piazza San Gregorio e girandomi intorno vedo la sede della Contrada nell’immobile dell’ex asilo e dell’ex casa del fascio, poi la Misericordia, il Campanile e la Chiesa … e tutto mi fa ricordare il mio priore Don Giuseppe Mainardi, rimandando la mia memoria indietro di tanti decenni, con bellissimi ed indelebili ricordi di vita torrigiana. Tutto quello che c’è intorno alla piazza di Torre parla di Don Mainardi …

Giuliano

12 Marzo 1940 Don Giuseppe Mainardi annuncia la necessità di avere una nuova statua in onore di San Gregorio Magno 

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31 agosto 1944 i nazisti distruggono il Campanile e la Chiesa di Torre, Don Giuseppe Mainardi riesce a salvare le campane

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90 candeline per Livio Frediani, tanti Auguri di Buon Compleanno, amico del priore Don Mainardi 

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31 maggio 1952 inaugurazione del campanile abbattuto dai nazisti, che Don Giuseppe Mainardi fece ricostruire per amore della sua frazione

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19 ottobre 1969 inaugurazione dell’impianto di elettrificazione delle campane e dell’orologio pubblico, iniziativa proposta da Don Giuseppe Mainardi e sostenuta dal comitato presieduto da Giovanni Buti.

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Molte volte mi è capitato di trovarmi in Piazza San Gregorio e girandomi intorno vedo la sede della Contrada nell’immobile dell’ex asilo e dell’ex casa del fascio, poi la Misericordia, il Campanile e la Chiesa … e tutto mi fa ricordare il mio priore Don Giuseppe Mainardi, rimandando la mia memoria indietro di tanti decenni, con bellissimi ed indelebili ricordi di vita torrigiana.

Tutto quello che c’è intorno alla piazza di Torre parla di Don Mainardi, ed è per questo motivo che alcuni mesi fa (ottobre 2017) ebbi l’idea di valorizzare la figura del nostro Priore torrigiano che è rimasto alla Torre per 60 anni. Ho incontrato la collaborazione di altri amici torrigiani ed abbiamo costituito il “Comitato in memoria di Don Giuseppe Mainardi, Priore di Torre dal 1939 al 1999”, Presidente onorario, per acclamazione, Livio Frediani, con la “benedizione” di Mons. Andrea Cristiani, Arciprete di Fucecchio e Delegato episcopale per la nostra Unità Pastorale.

Leggendo le due pubblicazioni su Don Mainardi ho compreso l’importanza del mio Priore, della sua esistenza completamente dedicata alla mia frazione Torre; in collaborazione con l’amico Francesco Campigli (dal quale ho ricevuto l’autorizzazione ad estrapolare notizie dalle due pubblicazioni) proverò a rendere pubblici sul web e quindi alla conoscenza dei miei amici di frazione, di alcuni importanti e fondamentali momenti di storia torrigiana.

Ricordo con emozione i suoi  Bollettini Parrocchiali (dal 1972), che sto continuando a digitalizzare per renderli accessibili a tutti via internet.

Con la speranza di aver fatto cosa gradita ai miei amici di Torre, Vi invito a leggere questi articoli.

Giuliano