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GIANCARLO VENIERI IL “PRESIDENTISSIMO” CHE HA VINTO TUTTO

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GIANCARLO VENIERI
IL “ PRESIDENTISSIMO DEL PALIO”

l’unico che ha vinto tutto quello che un Presidente di Contrada
potesse vincere al Palio di Fucecchio:
torneo di calcetto, 4 corteggi storici, ed il Cencio

Due chiacchere con Giancarlo Venieri…

“…occorre per prima cosa essere una “GRANDE CONTRADA”, partire da piccole e solide basi, occorre la qualità all’inizio di un percorso, poi la quantità verrà nel tempo. In contrada si viene per starci bene , per condividere obbiettivi tutto l’anno e non solo per una settimana. In contrada ci si aiuta l’un l’altro, in contrada non si deve tradire l’amicizia, in contrada si deve costruire un percorso comune dove si possano ritrovare insieme i bambini, gli adolescenti, i ragazzi, gli adulti, le mamme e gli anziani come me…”

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Buongiorno Giancarlo Venieri, sei stato il Governatore della Contrada Torre dal Palio 2009 a quello del 2016, hai guidato la Contrada ottenendo i massimi risultati possibili.
Ma te lo sai che sei il PRESIDENTISSIMO ovvero l’unico Presidente/Governatore che ha vinto tutto ovvero tutte le competizioni del Palio? nel 2012 il torneo di calcetto delle Contrade, nel 2013 il Cencio e ed il corteggio storico nel 2009, 2010, 2012 e 2014 …

 

Che bei ricordi… ogni volta che incontro gli altri Presidenti delle Contrade mi dicono che sono fortunato ad aver vissuto tutte quelle gioie in così pochi anni, una fortuna che a nessuno di loro è stata mai possibile vivere, così tante vittorie insieme ai miei “bimbi e bimbe di contrada” perché mi sento un po’ come il babbo di questa Contrada, per la mia età! Tutti gli altri Presidenti continuano a ricordarmi la fortuna di vivere in una frazione piccola, unita e solidale, in un paesaggio stupendo, in cui tutti ci si vuole bene e che tutti i ragazzi soprattutto, si impegnano a costruire qualcosa di buono per raggiungere buoni risultati; i risultati in Contrada Torre non vengono per caso, quello che altrove è difficile qui da noi è il triplo più difficile ed ogni vittoria è la conseguenza di un lavoro costante ed intenso!


Oltre al Cencio abbiamo vinto 4 corteggi storici, un risultato raggiunto solo dalla tua contrada bianco-celeste, qual’ è stato il segreto di questo meritato traguardo delle tue “bimbe di contrada” ?

L’amicizia, la sincerità, la voglia di stare insieme, di fare un percorso insieme ed insieme di arrivare al traguardo di vincere il premio più bello di quella settimana. Ehhh si, perché vincere il premio di migliore corteggio storico a Fucecchio non è una fortuna che cade dal cielo o dovuta allo stato fisico di un cavallo o da accordi fra fantini ma è il risultato di un percorso durato un anno, pieno di sacrifici, a partire dall’invenzione del tema del corteggio, e poi al successivo studio approfondito e la ricerca dei particolari dei vestiti e poi di tante sere passate a cucire e preparare i costumi per scendere quella domenica mattina a Fucecchio e rappresentare al meglio la tua terra, la tua Torre, per sentirsi dire anno dopo anno nel percorso del corteggio per le vie di Fucecchio: ECCO LA TORRE, E’ SEMPRE LA CONTRADA CON LA PIU’ BELLA SFILATA, OGNI ANNO INVENTANO SEMPRE QUALCOSA DI ORIGINALE !!! Abbiamo portato solo noi per le vie di Fucecchio dei temi sensazionali (la storia delle api con un alveare ed api vive, quella della seta con i suoi bachi vivi, i lupi delle cerbaie, la peste e la quaresima, la tintura dal vivo della stoffa, ecc ecc)
Come Presidente, con tutta la mia famiglia,  ho sempre voluto sfilare con la mia Contrada non come primo rappresentante ma come popolano, come uno che faceva parte di un gruppo, bellissimo e affiatato.

 

Cos’è per te la Contrada Torre?

Una sera nel 2009, mentre andavo con Meri (Menichetti) a Firenze ad acquistare degli oggetti per la sfilata storica mi disse: “Giancarlo te la sentiresti di fare il Presidente ed io con te sarei la tua Vice-presidente per il prossimo triennio, questi ragazzi avrebbero bisogno di te!” Ecco quella proposta fu una bellissima sorpresa che ancora oggi porto nel mio cuore, e non potei che rispondere di si! Era quello che desideravo di più in quel momento, ovvero dare tutto quello che potevo a questa frazione che mi aveva accolto a braccia aperte fin dal mio arrivo da Santa Croce sull’Arno; avevo trovato una Contrada molto giovane che aveva probabilmente bisogno di figure con una età più grande e matura… ecco la storia di Giancarlo e Meri in Contrada Torre, insieme con tanta soddisfazione e felicità per molti anni, contenti di aver rappresentato tutti i contradaioli e contradaiole bianco-celesti e di aver ottenuto tantissimi meritati premi poiché raggiunti con spirito di sacrificio e senso di appartenenza.

Anzi, concludo, che per me s’era vinto anche il corteggio storico del 2013, ma poi avendo vinto il Cencio  quell’anno … non ci fu concesso di fare cappotto e vincere tutto, sarebbe stato un fatto troppo pesante da far digerire …

 

Giancarlo cosa consiglieresti per il futuro della tua Contrada Torre?

Oramai sono il nonno di questa Contrada, della mia contrada del cuore, e mi sento di dare questi consigli ai giovani: siate uniti, rispettosi fra di voi, umili e laboriosi, solo così si fa una grande contrada.

Non è importante essere solamente una contrada grande, fatta di tanta gente con poca passione e poco senso di appartenenza, occorre per prima cosa essere una “GRANDE CONTRADA”, partire da piccole e solide basi, occorre la qualità all’inizio di un percorso, poi la quantità verrà nel tempo. In contrada si viene per starci bene, per condividere obbiettivi tutto l’anno e non solo per una settimana. In contrada ci si aiuta l’un l’altro, in contrada non si deve tradire l’amicizia, in contrada si deve costruire un percorso comune dove si possano ritrovare insieme i bambini, gli adolescenti, i ragazzi, gli adulti, le mamme e gli anziani come me.

Questo è il “senso di appartenenza” ai colori bianco-celesti, e questa è stata la mia Contrada e mi impegnerò tutti i giorni ad aiutare i nuovi responsabili di Contrada a perseguire questi ideali.

Solo così si costruisce una “GRANDE CONTRADA” con buone qualità di base e sincero senso di appartenenza, poi di conseguenza arriveranno tante persone e tutto diventerà meno difficile.

Intervista di Giuliano Frediani

foto tratta dal giornalino :

Dicembre 2013 – n.18 uscita 

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