LA LEGGENDA DELLA FONTE DI SAN GREGORIO MAGNO

LA LEGGENDA LEGATA ALLA FONTE DI SAN GREGORIO MAGNO

IL PADRONE DELL’ACQUA

di Enzo Fabiani

Non si tratta di un testo storico, ma di un racconto letterario in cui l’autore rielabora la leggenda legata alla Fonte di San Gregorio Magno, secondo i propri ricordi.

L’acqua della «Fonte di S. Gregorio» è miracolosa. Sgorga fresca da una polla nella valle dei Donati che è tutta vigore e campi. Dalla Maremma quasi ogni giorno vengono a prenderne, con i barrocci, diverse damigiane. Questo avviene con maggiore speranza e intensità quando nelle greggi di pecore e nei branchi dsc09727-sgrdi bovini c’è la moria. Quell’acqua infatti fa bene specialmente alle bestie, poiché un santo la fece sgorgare, fresca nella cipresseta, per una di loro. Secoli e secoli fa, narra la leggenda ripetuta dai contadini, un mandriano di nome Ghino stava una mattina piangendo vicino all’ultimo vitello della sua mandria ormai moribondo. Ad un tratto sentì dei passi e vide un eremita dalla lunga barba camminare assorto nella preghiera. Ghino riabbassò la testa sconsolato. Il silenzio era immenso; allora non vi erano case né strade e la zona era paludosa, con acquitrini profondi e giuncate piene di insetti e di serpi acquatiche.  L’eremita si avvicinò a Ghino e gli chiese: «Perché piangi?». «Mi sono morte duecento bestie, e questo sta morendo», rispose Ghino singhiozzando e indicando il povero vitello sdraiato e ansante. L’eremita sorrise, guardò il cielo, poi si avvicinò ai cipressi e trovato un piccolo spiazzo vi tracciò col dito una croce. Subito uno zampillo sprizzò dalla terra e ben presto un rivolo d’acqua verso Ghino e il suo vitello. Questo aprì gli occhi e con sforzo cominciò a bere quell’acqua pura. – «Gli farà bene, vedrai!» disse l’eremita a Ghino che lo guardava meravigliato, e riprese il suo cammino. Pochi minuti dopo il vitello balzò in piedi sano e forte, con gli occhi luminosi. Ghino allora cominciò a gridare: «È passato San Gregorio! Ha fatto il miracolo! Correte, gente correte!» Accorsero i mandriani e videro la fonte nuova e il vitello sano. Presero l’acqua e la dettero da bere alle loro bestie che ritornarono sane e col pelo lucido. Da tutta la regione vennero i mandriani e i pastori,dsc03067sgr-bamb poiché l’acqua era davvero miracolosa. Nessuno mai seppe chi fosse quell’eremita; non era, forse, San Gregorio, il santo papa protettore del paese, sepolto a Roma. Comunque la chiamarono, e la chiamano, «Fonte di S. Gregorio». Questo avvenne tanti secoli fa, quando in quella zona non vi erano case né vie, ma acquitrini melmosi e giuncate piene di insetti e di serpi acquatiche. Molte furono e sono le bestie – cavalli, bovi, mucche, capre, conigli, cani – risanate da quell’acqua fresca e buona; ed ogni anno il 12 di marzo c’è la processione fino alla Fonte e la gente canta «Tu che l’acqua donasti – purifica l’anime!». Al vedere tutta quella gente che veniva dalle maremme e dai monti a prendere l’acqua, un pensiero cattivo nacque nella mente di Marco, padrone della cipresseta nella quale era la Fonte. «La cipresseta è mia, disse, quindi io ci rimetto. Non posso farmi rovinare la cipresseta. Venderò l’acqua!». «Non farlo gli diceva sua moglie Giacinta; altrimenti andrai in perdizione. È Dio padrone di quell’acqua, non tu!» Marco non la stette a sentire e la sera chiamò cinque garzoni e si diresse alla Fonte. Era primavera e nella campagna – la palude da molti decenni era stata bonificata – si sentivano i grilli e, nei cipressi, i merli cantare. Marco non si commosse per niente e arrivato alla Fonte dette ordine di costruirvi intorno una forte palizzata con una dsc09797sgrsola apertura munita naturalmente di cancello. Chi voleva entrare a prendere o a bere l’acqua doveva pagare! Ci sarebbe stato lui lì a riscuotere! A mezzanotte il lavoro era finito e la palizzata era tanto grande che quando l’acqua ne usciva era già sporca e quindi imbevibile. Marco chiuse il cancello con un lucchetto e soddisfatto ritornò a casa. Era una notte serena, piena di stelle e si sentiva l’acqua gorgogliare tristemente come imprigionata, ma Marco non si commosse per niente. Andò a letto pensando a tutti i soldi che avrebbe fatto vendendo l’acqua un tanto al litro. Riuscì ad addormentarsi, ma fu un sonno pieno di fantasmi fra i quali vedeva un eremita che lo minacciava col bastone. Fu svegliato all’alba dalle ruote dei barrocci che venivano dalla Maremma, come da secoli ormai, a prendere l’acqua benedetta per le bestie che stavano male. Saltò dal letto, si vestì e gli corse dietro. Fatte poche centinaia di metri per la discesa egli si fermò: due donne gli  venivano incontro portando due grosse fiasche piene d’acqua. Che cosa era successo? Avevano disfatto la palizzata? Gridando si precipitò verso la Fonte; ma quando ci arrivò davanti rimase come di sasso. Uno spettacolo meraviglioso, e per lui tremendo, si offrì ai suoi occhi.san-gregorio-magno-alla-torre-_-rosone Diecine di zampilli simili a una corona di margherite, sprizzavano tutt’intorno alla palizzata da lui costruita sicché la gente, meravigliata, poteva comodamente riempire fiaschi e damigiane nei quali l’acqua andava da sé. La Fonte era diventata una bellissima fontana. Marco allora si commosse e si gettò a terra singhiozzando e chiedendo perdono a S. Gregorio benedetto. Poi si alzò e, chiesto aiuto ai barrocciai, disfece la palizzata maledetta! Non appena questa fu tolta avvenne un altro miracolo. Gli zampilli rientrarono lentamente in terra e scomparvero. Riprese a buttare acqua, umilmente e gioiosamente, la polla che era nata dalla croce segnata dall’eremita. Aveva detto bene Giacinta: «È Dio padrone dell’acqua, non tu!».

Ed ora a distanza di secoli dall’eremita e da Marco la Fonte continua a dare quell’acqua benedetta, che risana le bestie e che gli uomini bevono con devozione facendosi il segno della croce.

 (Tratto dal Bollettino parrocchiale di S. Gregorio Magno alla Torre, marzo 1973, p. 4).

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43x22Foto della Festa Patronale 12 Marzo 2014

43x22Foto dei Bimbi alla Fonte Benedetta 2014

43x22Foto della Festa Patronale 12 Marzo 2012

43x22Foto della Festa Patronale 12 Marzo 2011

43x22Foto della Festa Patronale 12 Marzo 2017

dsc09727-sgrbattesimo-contradaiolo-torre-2017_027-sgr2017dsc09797sgr  dsc09845-sgr dsc03068-sgr-bambdsc06404sghr-2011dsc03067sgr-bamb dsc03086-sgr2014

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freccia02412 MARZO … SAN GREGORIO MAGNO, IL PAPA PATRONO DI TORRE

12 marzo … San Gregorio Magno, il Papa patrono di Torre

 

(articolo di Marzo 2014)12 marzo una data molto importante per la nostra piccola frazione, una data da ricordare e perché no… anche una storia da tramandare alle nuove generazioni.

DSC03060Così le nostre catechiste hanno voluto attirare l’attenzione dei più piccoli torrigiani, e come da annuale tradizione sono stati portati a visitare la “Fonte”. I bimbi molto felici per la bellissima passeggiata fra le nostre stupende colline verdeggianti, sono rimasti anche entusiasti per la storia che che hanno ascoltato davanti la Fonte, quella storia contadina narrata infinite volte e tramandata di padre in figlio.

“… un tempo c’era un Papa di nome Gregorio I che di ritorno da un lungo viaggio fatto al nord per incontrare Teodolinda la regina dei Longobardi, passò per le nostre zone; improvvisamente arrivato nella valle torrigiana incontrò tanti contadini preoccupati per la grave siccità che permaneva da tempo e che aveva portato grandi difficoltà sia alle personeDSC03066 che agli animali.

Papa Gregorio I, detto Papa Gregorio Magno ovvero il Grande, appoggiò il suo pastorale sul terreno ed in quel punto iniziò miracolosamente a sgorgare l’acqua che riuscì a salvare gli abitanti del posto ed i loro animali.

I contadini torrigiani sorpresi da quanto accaduto decisero di costruire una piccola cappella a protezione e ringraziamento della Fonte di San Gregorio, e nell’immagine che è stata dipinta al suo interno è ben raffigurata questa storia miracolosa”.

Frecce (140) dito a dxclicca per le foto BIMBI ALLA FONTE

DSC03070Prima di risalire la collina per ritornare in Chiesa i bambini, contenti di aver ascoltato la storia del Patrono di Torre, hanno voluto bere un po’ dell’acqua benedetta della Fonte in segno di ringraziamento.

Come sempre, la domenica è stata Festa Solenne e dopo la messa pomeridiana i torrigiani in processione sono scesi dalla Chiesa alla Fonte;

anche quest’anno abbiamo voluto rinnovare il legame fra Contrada e Chiesa facendo anticipare la processione dai piccoli tamburini e dai piccoli sbandieratori, molto felici di accompagnare il “loro Santo Patrono” fra rullate di tamburi e volteggi con le bandiere per tutto il bellissimo percorso nelle strade di campagna.

continua … 12 marzo … San Gregorio Magno, il Papa patrono di Torre

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