Monthly Archives: Giugno 2019

IL FUCECCHIESE FRANCESCO FREDIANI E’ CAMPIONE ITALIANO DI CORSA IN SALITA.

IL FUCECCHIESE E TORRIGIANO
FRANCESCO FREDIANI
E’ CAMPIONE ITALIANO DI CORSA IN SALITA.

 

Francesco Frediani, 57 anni, Fucecchiese e Torrigiano è campione Italiano di categoria di corsa in salita. Gara svolta ieri, domenica 16 Giugno, nel durissimo percorso di 11km che porta da Castiglione a San Pellegrino con pendenze fino al 25 per cento.

 

Dopo 11 titoli toscani in varie specialita’ tra cui la corsa campestre, corsa in montagna, corsa in salita e mezza maratona, finalmente un titolo Italiano nella specialita’ a lui piu cara.

A Francesco i complimenti da parte della redazione 

 
 Alfredo Sabatini

ringrazio l’amico Alfredo per la concessione del suo articolo :
http://www.0571foto.com/blog/notizia.asp?id=9973&categoria=33 

 

Complimenti da tutti i tuoi amici torrigiani 

Intervista al Maestro di Sfilata della Contrada Torre: Desi Tedeschi

Intervista al Maestro di Sfilata
della Contrada Torre :
DESI TEDESCHI

 

Il triennio 2017-2019 è giunto al termine, ed è naturale chiedere al nostro Maestro di Sfilata, Desi Tedeschi, una sua considerazione in merito a questi tre anni di Palio appena passati, avendo rappresentato la nostra contrada biancoceleste.

 

Torre, 16 giugno 2019.

 

Buonasera Desi,

raccontaci questi tre anni di Maestro di Sfilata e la tua emozione nell’inventare il Corteo Storico per la tua contrada biancoceleste …

 

 

Buonasera Giuliano,

La mia esperienza per questi tre anni è bellissima.

Sono partita con il presupposto di coinvolgere più Torrigiani possibile con umiltà, dialogo e complicità.

Io sono del parere che l’unione fa la forza e l’ho voluto trasmettere a tutti; ho avuto molte emozioni nel richiamare persone che si erano allontanate ed essere riuscita a coinvolgerle nuovamente, per me è stato un bel traguardo.

Aver creato il gruppo dei piccoli tamburi è stato il massimo, tutto grazie alle sarte della Torre.

Nei miei tre anni ho potuto fare solo due sfilate, dato che il tempo ha giocato a sfavore per l’ultima di questo anno.

La contrada per me è una grandissima famiglia allargata, dove ognuno deve esprimere il proprio pensiero e valutare tutte le idee costruttive.

ORGOGLIOSA DI ESSERE TORRIGIANA, SEMPRE !!!

 

Il Maestro di Sfilata

Desi Tedeschi

cliccarecirca 200 foto del Palio 2018 della Contrada TORRE (Corteo Storico, Cena e Palio)  

 

 

gentilmente offerte dai
nostri amici
biancocelesti
Antonella e Mauro

 

Perché alla Torre la passione di
fare un bel Corteo Storico
è una tradizione che viene da lontano.
Amicizia, passione e appartenenza è l’essenza
del nostro gruppo sfilata.

cliccarecirca 200 foto del Palio 2018 della Contrada TORRE (Corteo Storico, Cena e Palio)  

 

assemblea generale soci PRO LOCO TORRE – 20 giugno 2019

20 giugno 2019
assemblea generale soci
PRO LOCO TORRE

 

Intervista al Governatore della Contrada Torre: Romano Benericetti

Intervista al Governatore
della Contrada Torre :
ROMANO BENERICETTI

 

 

Il triennio 2017-2019 è giunto al termine, ed è naturale chiedere al nostro Governatore, Romano Benericetti, una sua considerazione in merito a questi tre anni di Palio appena passati, avendo rappresentato la nostra contrada biancoceleste.

 

Torre, 13 giugno 2019.

 

Buonasera Romano, raccontaci questi tre anni da Governatore:

 

Buonasera Giuliano,

siamo giunti al termine del triennio del mio mandato come Governatore di questa contrada, con l’occasione ringrazio tutte le persone che in questo lungo periodo hanno lavorato con me, in questa splendida contrada con passione, determinazione, volontà, dedizione e con grande spirito di appartenenza, valori che fino a pochi anni fa non potevo conoscere poiché abito alla Torre da poco tempo.

 

Da questi tre anni in contrada ho imparato a confrontarmi con tutte le persone ascoltando tutti e cercando di migliorare l’aspetto più importante di una contrada che è quello di sentirsi come in “Famiglia”, e dove il capofamiglia deve dare l’esempio, anche se non sempre ci sono riuscito ma ci ho provato in tutti i modi.

 

Le soddisfazioni maggiori credo siano quelle di aver tracciato una crescita lenta ma continua della contrada partendo dai più piccoli (che sono indubbiamente il futuro della contrada) e finendo ai più grandi, e questo è stato il risultato più importante; poi vengono gli eventi dove abbiamo sempre lottato con il cuore torrigiano facendosi valere a tutti i livelli e dando un esempio di correttezza e serietà a tutta la popolazione fucecchiese, riscuotendo ovunque consensi e rispetto.

 

Per il futuro auguro alla nostra contrada biancoceleste di lasciare da parte egoismi, rivalità e dissensi che ho ereditato in questo mandato; confido che tutti collaborino affinché la contrada sia un luogo piacevole e sicuro per tutti i nostri figli, una famiglia per tutti i nostri anziani, e una scommessa per tutti i nostri giovani.

 

Forza Torre, sempre!!!

 

Il Governatore

Romano Benericetti

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nostri amici
biancocelesti
Antonella e Mauro

 

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12 giugno 2019 – Ricordo nel 20° della scomparsa di Don Giuseppe Mainardi

RICORDO NEL 20° DELLA SCOMPARSA 
DI DON GIUSEPPE MAINARDI

12 Giugno 1999 – 12 Giugno 2019

 

Don Giuseppe Mainardi nacque a Forcoli il 4 giugno 1910 da Ottaviano e Ada Bonsignori.

Il 12 febbraio 1939 , avvenne l’ingresso ufficiale del giovane sacerdote nella casa del Signore, nella chiesa di San Gregorio Magno alla Torre.

Alla fine del 1991, nella notte tra il 25 e il 26 dicembre, un ictus cerebrale colpì l’anziano parroco di Torre, costringendolo ad iniziare una via crucis tra ospedali, centri di riabilitazione e case di cura che sarebbe durata fino al 12 giugno 1999. Pur non potendo più svolgere le funzioni in parrocchia, Don Mainardi venne confermato Priore di Torre per le sue integre capacità intellettive

La notte del 12 giugno 1999, poche ore prima di sottoporsi alla operazione stabilita dai medici, Don Giuseppe Mainardi muore.

 

Alcuni ricordi di Don Giuseppe Mainardi …

 

ANDREA PIO CRISTIANI

Arciprete di Fucecchio

 

In un tempo in cui la riconoscenza non è più di moda e tutto si dimentica velocemente, sono molto lieto di constatare come la parrocchia di Torre, dopo oltre dieci anni dalla morte del Priore Don Giuseppe Mainardi, non solo non lo abbia dimenticato, ma gli dedichi un nuovo libro per conservare e trasmettere la sua memoria. Una pubblicazione che è nel contempo album fotografico e diario di una lunga vita. La sua figura di uomo e di sacerdote appare – nelle tappe salienti della sua esistenza e nei ricordi di coloro che lo hanno avuto pastore e padre – con una freschezza che lo rende attuale e comunicativo. Ho avuto la gioia e l’onore di essere annoverato fra gli amici di Don Giuseppe per il fatto di averlo incontrato più volte nelle sue visite ai parenti e conoscenti a Forcoli, suo paese natale, dove io sono stato parroco dal 1977 al febbraio del 1988. Il ricordo più vivo nella memoria è la festa del suo giubileo sacerdotale, quando, fra le varie celebrazioni, ritornò nella sua chiesa natale, dove era stato battezzato, per celebrare una Messa solenne. Era felice e commosso, tutto il paese si strinse attorno a lui con affetto e ammirazione. Era felice perché profondamente riconoscente a Dio per averlo chiamato nella schiera degli apostoli a servirlo nella Chiesa; commosso per il mistero ineffabile, che incute panico ed intimità Divina, a chi, con la propria bocca e le proprie mani, consacra il Corpo e Sangue del Signore.

Ho la chiara convinzione che Don Giuseppe sia stato un autentico ministro di Cristo sempre dedito ad insegnare, santificare e governare quella porzione di popolo di Dio che il Vescovo gli consegnò quando era ancora giovane e dove ha profuso tutte le sue energie. È stato un predicatore diligente, capace di far comprendere a tutti, con semplicità, la parola di Dio. Si dedicava con passione all’educazione alla fede dei ragazzi per prepararli ai Sacramenti e alla vita cristiana. Assunse i dettami del Concilio Vaticano II coinvolgendo nella vita ecclesiale i fedeli laici e si impegnò in una solerte riforma della Liturgia. Il suo assillo furono i “lontani” per i quali pregava costantemente e che in ogni modo cercava di ricondurre all’ovile. È stato un uomo eucaristico che ha fatto della Messa il centro della sua spiritualità e della sua azione pastorale. Indicava a tutti Gesù come l’amico fedele che per noi si fa presente nei tabernacoli del mondo. Si dedicava con grande disponibilità al Sacramento della penitenza per far conoscere a tutti l’immensa misericordia di Dio. Egli incarnava bene la figura del buon pastore suggerita da Gesù nel Vangelo; Don Giuseppe, infatti, conosceva tutte le sue pecorelle, una per una. Di ogni famiglia sapeva i dolori, le gioie, le speranze e con un cuore di padre tutto condivideva. Solo in paradiso sapremo, per intero, il bene che ha fatto e quanti ammalati e moribondi ha accompagnato nel grande viaggio al Cielo con la preghiera e la Santa Unzione. Non si può tacere il suo amore per le missioni e le sue premure per i poveri nei quali egli si identificava, conducendo una vita sobria ed essenziale, insieme alla mamma Ada, che metteva a disposizione degli altri anche l’ultimo centesimo della sua pensione. Dinanzi alla ‘povertà’ della sua casa, splendevano più che mai la ‘bellezza’ della sua chiesa e la ‘grandezza’ dei locali della parrocchia, per i quali sostenne numerosi sacrifici.

Ora il Priore vive in una dimensione inaccessibile e celebra una splendida liturgia celeste con i ‘suoi’ torrigiani defunti che ha ritrovato nel Regno di Dio; e dal cielo benevolo guarda e protegge il suo popolo additandolo alla Madre del Signore che egli tanto amò.

 

tratto da libro del Prof. Francesco Campigli
“Al tempo del Priore Don Giuseppe Mainardi. Immagini e cronache da San Gregorio alla Torre”
La storia di Torre in un libro

(si ringrazia l’autore per il permesso ad estrarre notizie dal suo libro)

 

Don Giuseppe, un esempio di austerità e rigore

Ho molti ricordi di Don Giuseppe legati al suo ruolo di sacerdote tutto di un pezzo, estremamente rigoroso, tanto da sembrare, spesso, troppo esigente.

Sfogliando l’album contenente le foto di famiglia, mi è tornato in mente un episodio di oltre sessant’anni fa, riguardante il mio matrimonio nella chiesa di San Gregorio alla Torre. Fortunatamente in quel giorno un cugino di mio marito riuscì a scattare alcune fotografie all’interno della chiesa, mentre il sacerdote celebrava il nostro sposalizio. Non era facile poter ottenere il permesso di fare delle foto in occasione dei matrimoni, dei battesimi, delle comunioni dei figli ecc. Questo perché Don Giuseppe, allora giovane prete pieno di energia e di vitalità, non voleva che durante le celebrazioni i fotografi di professione o i parenti degli sposi disturbassero la funzione religiosa e distraessero i fedeli presenti in chiesa. Nel mio caso, le foto furono autorizzate implicitamente dal sacerdote che celebrò il mio sposalizio al posto di Don Giuseppe. In quel giorno, infatti, il nostro Priore si trovava a Montenero in gita-pellegrinaggio con alcuni giovani e devoti della nostra frazione. Negli anni Quaranta era solito organizzare, ogni tanto, delle gite al Santuario della Madonna di Montenero.

Inoltre, Don Mainardi era categorico anche sul giorno in cui fissare le nozze. La domenica non era possibile poiché i parrocchiani presenti alla Messa si sarebbero distratti inevitabilmente a causa della presenza degli sposi, dei loro parenti ecc. Quindi i matrimoni venivano celebrati il sabato, alla sola presenza dei parenti e degli amici dei futuri coniugi. Ricordo che almeno una coppia di sposi di Torre, in quegli anni, andò a contrarre matrimonio presso la chiesa di Massarella proprio per poter celebrare le nozze la domenica. Don Giuseppe mantenne questa “rigida” consuetudine anche nei decenni successivi, derogando solo in pochi casi.

Se poi con la mente vado ancora più indietro nel tempo, ricordo il suo arrivo a Torre nel lontano 1939. Poco dopo il suo insediamento ufficiale nella nostra parrocchia cominciò ad insegnarci il catechismo per prepararci a ricevere la Prima Comunione. In occasione del Corpus Domini, celebrato nel giugno 1939, io e tutti gli altri bambini nati nel 1931 ricevemmo il Sacramento dell’Eucarestia. Per Don Giuseppe fu il “primo” Corpus Domini celebrato a Torre e la prima volta che amministrava tale Sacramento nella nostra comunità parrocchiale. Dopo la cerimonia, la mamma del Priore, Ada Bonsignori, invitò tutti noi bambini a mangiare dei biscotti e a bere un caffé d’orzo in canonica. Quanti ricordi legati alla “casa” del Priore… Dopo la dottrina aiutavamo sua madre a fare qualche “faccenda” in casa o andavamo a prendere alcune brocche d’acqua presso la casa del Donati (l’attuale abitazione della famiglia di Lisandro e Flora Santini). In canonica, infatti, non c’era il pozzo. Spesso, per ringraziarci, “mamma” Ada ci offriva dei biscotti preparati con le sue mani.

Alfa Gerboni Campigli
Parrocchiana di Torre

 

tratto da libro del Prof. Francesco Campigli
“Al tempo del Priore Don Giuseppe Mainardi. Immagini e cronache da San Gregorio alla Torre”
La storia di Torre in un libro

 

Don Giuseppe Mainardi

«una luce sulla nostra vita»

 

«Quando sono davanti all’altare, credetemi, mi sento in Paradiso. Mi sento un uomo felice. Quando sono qui non manco di nulla, […] vi faccio questa rivelazione per farvi comprendere il perché della mia scelta. Scegliendo il sacerdozio ho scelto la felicità e mi sono inserito miracolosamente nell’eterno. Perciò non dovrete mai temere di me. La mia fede non avrà vacillamenti perché io ho trovato la felicità».

(Giuseppe Mainardi, Forcoli, 25 luglio 1937)

 

«Nel luglio passato si sono compiuti quaranta anni dalla mia ordinazione sacerdotale. Pensando a quella data lontana sento il bisogno di ringraziare per una grazia così grande Gesù e di pregarlo perché negli anni che ancora mi rimangono mi renda bene degno nel mio servizio di dispensatore dei suoi misteri in mezzo a voi».

(Giuseppe Mainardi, Torre, settembre 1977)

Pagina dedicata alla
Storia della frazione Torre 

e del suo Priore Don Giuseppe Mainardi

 

Molte volte mi è capitato di trovarmi in Piazza San Gregorio e girandomi intorno vedo la sede della Contrada nell’immobile dell’ex asilo e dell’ex casa del fascio, poi la Misericordia, il Campanile e la Chiesa … e tutto mi fa ricordare il mio priore Don Giuseppe Mainardi, rimandando la mia memoria indietro di tanti decenni, con bellissimi ed indelebili ricordi di vita torrigiana. Tutto quello che c’è intorno alla piazza di Torre parla di Don Mainardi …

Giuliano

12 Marzo 1940 Don Giuseppe Mainardi annuncia la necessità di avere una nuova statua in onore di San Gregorio Magno 

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31 agosto 1944 i nazisti distruggono il Campanile e la Chiesa di Torre, Don Giuseppe Mainardi riesce a salvare le campane

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90 candeline per Livio Frediani, tanti Auguri di Buon Compleanno, amico del priore Don Mainardi 

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31 maggio 1952 inaugurazione del campanile abbattuto dai nazisti, che Don Giuseppe Mainardi fece ricostruire per amore della sua frazione

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19 ottobre 1969 inaugurazione dell’impianto di elettrificazione delle campane e dell’orologio pubblico, iniziativa proposta da Don Giuseppe Mainardi e sostenuta dal comitato presieduto da Giovanni Buti.

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Molte volte mi è capitato di trovarmi in Piazza San Gregorio e girandomi intorno vedo la sede della Contrada nell’immobile dell’ex asilo e dell’ex casa del fascio, poi la Misericordia, il Campanile e la Chiesa … e tutto mi fa ricordare il mio priore Don Giuseppe Mainardi, rimandando la mia memoria indietro di tanti decenni, con bellissimi ed indelebili ricordi di vita torrigiana.

Tutto quello che c’è intorno alla piazza di Torre parla di Don Mainardi, ed è per questo motivo che alcuni mesi fa (ottobre 2017) ebbi l’idea di valorizzare la figura del nostro Priore torrigiano che è rimasto alla Torre per 60 anni. Ho incontrato la collaborazione di altri amici torrigiani ed abbiamo costituito il “Comitato in memoria di Don Giuseppe Mainardi, Priore di Torre dal 1939 al 1999”, Presidente onorario, per acclamazione, Livio Frediani, con la “benedizione” di Mons. Andrea Cristiani, Arciprete di Fucecchio e Delegato episcopale per la nostra Unità Pastorale.

Leggendo le due pubblicazioni su Don Mainardi ho compreso l’importanza del mio Priore, della sua esistenza completamente dedicata alla mia frazione Torre; in collaborazione con l’amico Francesco Campigli (dal quale ho ricevuto l’autorizzazione ad estrapolare notizie dalle due pubblicazioni) proverò a rendere pubblici sul web e quindi alla conoscenza dei miei amici di frazione, di alcuni importanti e fondamentali momenti di storia torrigiana.

Ricordo con emozione i suoi  Bollettini Parrocchiali (dal 1972), che sto continuando a digitalizzare per renderli accessibili a tutti via internet.

Con la speranza di aver fatto cosa gradita ai miei amici di Torre, Vi invito a leggere questi articoli.

Giuliano