25 novembre 2018 : Scuola, Poesia, Ricordi e Sentimenti nel Millenario di Torre

SCUOLA, POESIA, RICORDI E SENTIMENTI
NEL MILLENARIO DI TORRE

 

 

Poesia, Scuola, Ricordi e Sentimenti che non si cancellano con il passare del tempo. Questi i temi affrontati, domenica 25 novembre 2018, in un incontro culturale presso la comunità di Torre, nel comune di Fucecchio, nell’ambito dei festeggiamenti per il MILLENARIO della frazione collinare. Una giornata dedicata alla Scuola di Torre “Medaglia d’oro Giancarlo Bitossi”, alle Maestre e ai Maestri storici che vi hanno insegnato, nonché a due ex alunni, che oggi si distinguono per la bellezza dei loro versi e per la forza del loro linguaggio, attraverso poesie apprezzate in svariati concorsi letterari e pubblicate anche da diverse case editrici. Samanta Campigli e Simone Gabrielli hanno condiviso con la comunità di Torre, riunita presso la Chiesa parrocchiale di S. Gregorio Magno, i loro percorsi poetici, la loro sensibilità di giovani e promettenti scrittori. L’evento – organizzato dalla Proloco Torre – ha visto gli interventi del Presidente dell’associazione locale Roberto Pellegrini, del Vice-sindaco di Fucecchio Emma Donnini, del Prof. Alberto Malvolti (Presidente della Fondazione Montanelli-Bassi di Fucecchio), del Dott. Aldemaro Toni (Direttore della Rivista letteraria “Erba d’Arno” e della Casa editrice “Edizioni dell’Erba”), del Parroco di Torre Don Castel e del Prof. Francesco Campigli, che ha introdotto il tema scuola-poesia, soffermandosi proprio sul legame tra esperienze vissute a scuola e sviluppo della creatività degli alunni, con particolare riferimento al “microcosmo” della scuola di Torre, aperta agli inizi degli anni Cinquanta e chiusa nel 1997. La lettura delle Poesie, ad opera dell’attrice Benedetta Giuntini, ha conferito a questo evento un’atmosfera e una solennità uniche. Presente, per la Direzione didattica statale di Fucecchio, la Vicepreside Patrizia Moriani. A conclusione dell’incontro, seguito da una cena presso il Circolo San Gregorio, il Vice-sindaco ha donato, in nome e per conto del Sindaco Alessio Spinelli, le pergamene-ricordo del Comune di Fucecchio ai due Poeti, Samanta e Simone, nonché alle Maestre “storiche” di Torre: Adriana Mariotti, Anna Maria Capecchi, Ebe Magnani, Floriana Zappitello, Franca Viti, Giovanna Lotti Billeri, Giuliana Bagni, Loriana Mori. Agli insegnanti Mario Catastini e Giuliana Taviani Pacini verranno consegnate direttamente dalla Proloco e dal Comune presso le loro abitazioni. Una pergamena è stata consegnata anche ai familiari di Maggino Meacci, storico Maestro di Torre, scomparso diversi anni fa.

La Poesia di Samanta Campigli – Commento del Dott. Aldemaro Toni – Direttore della Rivista culturale “Erba d’Arno” e della Casa editrice “Edizioni dell’Erba” di Fucecchio

I testi poetici presentati da Samanta Campigli e pubblicati sulla Rivista letteraria “Erba d’Arno” ci consentono di poter dire che quest’ultima è davvero un “Poeta”. E da quali elementi si riconosce un Poeta? Si riconosce dall’incrocio tra pensiero e lingua; la lingua italiana che, nella poesia, deve avere un ritmo e una musica particolari. Pensiero, ritmo e musica sono presenti nei testi di Samanta Campigli. Le Poesie pubblicate da “Erba d’Arno”, tra cui Un Viaggio verso Casa, Re Tempo, Ti voglio bene, ti amo, si caratterizzano per la forza delle idee, del linguaggio e per una solennità che

non è consueta nella poesia odierna; una solennità che rivela anche una forza etica, che non sempre si ritrova negli scrittori attuali. Viviamo in un’epoca definita “alla deriva”, in cui la poesia si configura spesso come uno sfogo, un lamento. La Poesia di Samanta Campigli, invece, è affermazione: affermazione di un valore, il valore di essere creature del mondo, di avere un destino, di avere un compito. Questa è l’eticità di Samanta Campigli che, da questo punto di vista, si innesta perfettamente in Enzo Fabiani, vostro illustre concittadino, Poeta di fama nazionale, la cui produzione letteraria è caratterizzata proprio dalla forza del linguaggio e da un’eticità che non scivola nel moralismo, nonché da un senso religioso dell’essere creature, per cui la nostra vita e la nostra condotta nel mondo diventano importanti. Compito del Poeta, infatti, è richiamarci alla vera vita, ai valori talvolta dimenticati. Samanta non parla mai di Dio nelle sue poesie, ma esprime comunque un aspetto religioso, che si traduce in una visione positiva della vita, nel valore del corpo che ognuno di noi ha, nella convinzione di non sprecare il tempo che ci è stato dato. In Samanta Campigli c’è dunque anche una sfida all’intorpidimento, all’indifferenza di oggi, ma anche un inno all’amore, perché per Samanta l’amore è la ragione di vita. Senza l’amore non c’è la vita e nemmeno la conoscenza: per lei, infatti, l’amore è strumento di conoscenza e la sua poesia ci apre dei varchi, degli squarci nuovi. Mi sono domandato se la consonanza tra Samanta Campigli e Enzo Fabiani dipendesse anche da questa terra, dal Padule, dalla natura di questo territorio, in cui anche un temporale può esprimere emozioni forti e assumere un significato particolare. Credo di poter rispondere in modo affermativo.

La Poesia di Simone Gabrielli – Commento del Prof. Alberto Malvolti – Presidente della Fondazione Montanelli-Bassi di Fucecchio

La poesia di Simone Gabrielli rivela un’acuta sensibilità che si esprime nell’evocazione di spazi lontani, in un’astrazione che allude a orizzonti più ampi. In “Zona del silenzio”, ad esempio, sono evidenti echi leopardiani: il silenzio, l’estraniamento dal brusio di fondo che ci condiziona quotidianamente consente di cogliere le “linee sottili” che “collegano cielo e terra” e da qui, oltre il limite della percezione comune, il poeta si trova in una situazione che vede “Radice degli universi. Stelle di città lontane, tra presente passato e futuro”. In questo allontanamento dalla banalità quotidiana sorgono nuove energie spirituali, tanto che “La mente muta/ si trasforma, cambia nome/ si rigenera/ e si crea sempre/ in una nuova vita”. Spesso l’autore esprime una sofferenza interiore attraverso coppie di aggettivi o versi contrastanti, come in “Amore nuovo” in cui manifesta il bisogno “della tua luce e delle mie ombre”…. e ancora del “tuo colore, del mio dolore”. E come, infine, in L’ultima luna in cui la contrapposizione tra oscurità e luce sembra sfociare in una rinascita così come rinasce la luna: “L’amore muore/E rinasce di nuovo/Dopo ogni ultima luna di marzo”. Nei versi di Gabrielli avvertiamo sempre un’esigenza di rinnovamento, un’ansia di rigenerazione che mi sembra la cifra costante della sua poesia.

Scuola e Poesia. Ricordi, Sentimenti e Creatività nel Millenario di Torre (1018-2018) – Intervento di Francesco Campigli

Comincio il mio intervento citando un classico della letteratura universale, il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, il quale – nella dedica rivolta a Leone Werth («quando era un bambino») – scriveva: «Tutti i grandi sono stati bambini una volta»; e poi aggiungeva, tra parentesi: «Ma pochi di essi se ne ricordano». Ebbene, stasera avremo modo di ricordare, per alcuni istanti, gli anni della nostra infanzia; avremo la possibilità di rivedere, con gli occhi di un bambino, i nostri compagni di classe, i nostri insegnanti, le nostre aule, la nostra scuola “Medaglia d’oro Giancarlo Bitossi” di Torre. Grazie al video realizzato da Agostino Valori (anche lui ex alunno della nostra scuola), infatti, rivedremo una successione di immagini, sapientemente collegate tra loro, che ci faranno rivivere, come in un sogno, i meravigliosi momenti trascorsi in un ambiente per tutti noi indimenticabile: la nostra scuola, che – per cinque lunghi anni – è stata la nostra “seconda casa”.

Prima di arrivare a questo momento tanto atteso da tutti noi, voglio ringraziarvi per aver preso parte ad un evento culturale che si inserisce nella cornice del Millenario di Torre (1018-2018): un appuntamento con la storia, un anniversario straordinario per tutti noi che siamo impegnati, in prima persona, nell’organizzazione di eventi volti a divulgare e condividere aspetti importanti della storia della nostra comunità. Abbiamo iniziato il 18 marzo scorso, in un clima di notevole entusiasmo e di crescente interesse, dedicando quell’incontro all’archeologia e alla storia medievale a cui sono riconducibili le radici di questo villaggio, che si estende tra i verdeggianti boschi delle Cerbaie e gli sconfinati prati del Padule, in cui il cielo si specchia nelle immobili acque palustri. Oggi, invece, dedichiamo questo incontro alla storia più recente, rappresentata dalla scuola elementare “Medaglia d’oro Giancarlo Bitossi”, fondamentale elemento di aggregazione e unità per l’intera frazione; un luogo speciale in cui abbiamo ricevuto la prima gioiosa educazione grazie a Maestre e Maestri (con la M maiuscola), che – in molti casi – hanno lasciato un segno importante nella vita di tutti noi. In tale occasione abbiamo pensato di inserire un momento dedicato alla Poesia, frutto di due nostri giovani concittadini, che si sono distinti – in questi ultimi anni – in ambito letterario, partecipando a concorsi di poesia e pubblicando alcuni dei loro testi in riviste letterarie o in antologie dedicate a poeti emergenti.

Il filo conduttore delle EMOZIONI. Questa sera la comunità di Torre vuole rendere omaggio ai nostri Poeti Samanta Campigli e Simone Gabrielli, nonché alle Maestre e ai Maestri che hanno accompagnato intere generazioni di torrigiani negli anni più belli della loro vita, della nostra vita. Maestre e Maestri che hanno profuso impegno, energie, attenzioni, dedizione, affetto, premure e saggezza per educarci, per farci crescere, per darci solide basi civiche e sociali. E lo hanno sempre fatto con professionalità, con alto senso del dovere e con l’esempio prima di tutto. Un incontro, quello di oggi (25 novembre 2018), che si incarica di condurci a ritroso nel tempo, attraverso i meandri della memoria, fino alla spensieratezza della nostra infanzia; un itinerario costellato di ricordi indelebili, di emozioni intense, di sentimenti imperituri che vogliamo condividere con le nostre Maestre, con i nostri compagni di scuola che oggi ritroviamo, magari dopo tanti anni. Capite bene, dunque, che il filo conduttore di questo incontro è rappresentato, innanzitutto, dalle emozioni. Le emozioni che derivano dal caleidoscopio dei ricordi, da cui riaffiorano, come per incanto, le voci, i volti, i nomi dei nostri compagni, dei nostri insegnanti, che risuonano ancora nella nostra mente perché fanno parte di un tratto significativo della nostra vita, che nessuno potrà mai cancellare. E poi le emozioni che scaturiscono dal rivederci, dopo tanti anni, proprio qui, oggi, tutti insieme. Senza forse esserne pienamente consapevoli abbiamo organizzato un momento unico, prezioso, straordinario, che raramente una comunità vive. Un incontro che esprime una gratitudine che non conosce l’usura del tempo; una gratitudine e un affetto sinceri per i nostri insegnanti, che sono stati punti di riferimento per la comunità di Torre, specialmente negli anni del secondo dopoguerra, in cui vi era la necessità di ricostruire – moralmente e socialmente – una comunità ancora prostrata dal passaggio della guerra. E infine le emozioni che ci trasmetteranno i testi poetici di Samanta e di Simone, due ragazzi di Torre, che sono stati alunni, come noi, della scuola elementare “Medaglia d’oro Giancarlo Bitossi”. Due giovani torrigiani che vogliono condividere, con l’intera comunità, le loro riflessioni, i loro pensieri, i loro sentimenti, che

si rispecchiano nei versi delle loro poesie; nelle parole – accuratamente scelte – per dare forma scritta al flusso, talvolta travolgente, della loro creatività, delle loro idee, del loro “sentire”. Attraverso le loro parole possiamo avvicinarci al punto di vista da cui essi hanno saputo osservare e riflettere sulla vita, sul mondo, sull’amore, sul tempo che viviamo, sulla storia e sugli ancestrali rapporti tra uomini e donne, nonché sulle contraddizioni e sulle angustie del presente, che conducono talvolta alla prospettiva della morte, talaltra ad un recondito desiderio d’infinito. Vita, Sentimenti, Morte. Alcuni dei temi ricorrenti che hanno caratterizzato la produzione poetica di intere generazioni di scrittori, fin dai primi vagiti della Letteratura italiana. Simone e Samanta, come del resto ogni poeta, hanno saputo dar voce, in modo nuovo e originale, ad un esigenza dello spirito; hanno saputo esprimere ciò che gli occhi non sanno vedere (e qui il riferimento al Piccolo Principe è d’obbligo: «L’essenziale è invisibile agli occhi»). Hanno saputo decifrare il mondo che ci circonda con la prospettiva dell’anima, restituendoci immagini bellissime con il linguaggio del cuore. Ci hanno restituito cioè, con assoluta generosità, gli esiti brillanti dei loro percorsi, perché scrivere è un po’ come viaggiare, come percorrere itinerari sempre diversi, come immaginare nuovi spazi da scoprire e raccontare con la curiosità tipica di un bambino, che sa meravigliarsi di fronte ad ogni cosa e ne sa apprezzare le infinite sfaccettature e i cangianti riflessi. Scrivere è un po’ come volare nel cielo, sopra il mondo, proprio come fa il Narratore del Piccolo Principe quando non si sente compreso dagli adulti, dagli altri.

Tutti scriviamo specialmente nell’epoca che stiamo vivendo, che – non a caso – è stata definita dagli esperti del settore come l’epoca della «comunicazione continua». Con l’uso dei mezzi tecnologici, infatti, è possibile comunicare in tempo reale con decine e a volte centinaia di persone, quasi contemporaneamente. Si scrive tanto, talvolta in modo spasmodico, senza sosta. Tuttavia la moltiplicazione dei mezzi e degli strumenti tecnologici e l’ampliarsi degli spazi e dei tempi per comunicare non corrispondono ad una comunicazione di qualità. Anzi, stiamo assistendo ad una banalizzazione di concetti, di idee, di ragionamenti, di riflessioni e ad una povertà lessicale sempre più marcata. Oggi, invece, abbiamo l’occasione di vivere un incontro di poesia che ci arricchirà, che non ci lascerà indifferenti. Un incontro che ci comunicherà una sensibilità e una profondità uniche; quella sensibilità e quella profondità che emergono dai testi di Samanta e Simone. La Poesia, d’altronde, è nutrimento per l’anima, arricchimento per lo spirito; è il dischiudersi di orizzonti sempre nuovi e diversi. La Poesia è un frammento d’infinito, è il desiderio di trascendere i confini, tutti i confini, per andare oltre; per scorgere ciò che gli altri non vedono, non percepiscono; per descrivere una realtà che ancora non c’è. La Poesia è attraversare sentieri sconosciuti, è rifugiarsi nel silenzio dopo la faticosa giornata della vita; la Poesia è – come scrive Samanta – contemplare «un arcobaleno che ristora e risorge» o «inginocchiarsi a guardare il cielo».

Imparare, fin da piccoli, a GUARDARE IL CIELO. Mi avvio alla conclusione parlando ancora di scuola, della nostra scuola, quella scuola in cui capii, tanti anni fa…, che anch’io avrei fatto l’insegnante per rivivere quell’atmosfera che mi riscaldava il cuore. Dunque: contemplare l’infinito; perdersi, nella notte, a cercare i confini del cielo, a contare le stelle lucenti; osservare lo splendore dei tramonti, proprio come faceva il Piccolo Principe dal suo piccolissimo pianeta, l’asteroide B612. Una scuola che appassiona i propri alunni a contemplare l’infinito, la lucentezza degli astri, i colori accesi del tramonto che accendono il cielo di fuoco; una scuola che stimola a incantarsi e fantasticare di fronte alle luci crepuscolari della sera o a emozionarsi di fronte a un prato fiorito a primavera e al trascolorare della campagna in autunno, è una scuola che offre una ricchezza straordinaria ai propri alunni, che sviluppa la loro creatività e il loro pensiero divergente, per usare dei “concetti” afferenti alle scienze psicopedagogiche. La creatività è la libertà e la

capacità di pensare in maniera originale, di esplorare una varietà di possibilità per arricchire il mondo e per portare «qualcosa di nuovo nell’esistenza», proprio come fa l’artista quando realizza la propria idea, sia essa un dipinto o una poesia.

Credo di interpretare il pensiero di tutti se affermo che noi abitanti di Torre possiamo definirci “privilegiati” per aver frequentato la scuola “Giancarlo Bitossi”, una scuola immersa nel “verde”, ai margini del bosco e in mezzo a ulivi, vigne e campi di grano; una scuola avvolta dai profumi e dai colori sempre diversi della campagna: quei profumi e quei colori che hanno dipinto di bellezza la nostra infanzia. Con intensa commozione e immutato affetto ringrazio tutte le Maestre della scuola Bitossi oggi presenti: Adriana Mariotti, Anna Maria Capecchi, Ebe Magnani, Floriana Zappitello, Franca Viti, Giovanna Lotti Billeri, Giuliana Bagni, Loriana Mori. Un pensiero speciale va al Maestro Mario Catastini e alla Maestra Giuliana Taviani Pacini che non sono presenti, nonché al Maestro Maggino Meacci, che non è più fra noi.

In fin dei conti siete stati proprio voi, cari Maestri e care Maestre di Torre, che ci avete insegnato a schiudere le ali e a usare la fantasia per volare in alto… tra i colori dell’arcobaleno.

LE EDIZIONI DELL’ERBA: tra passato e presente. E adesso, prima di passare la parola al Dott. Aldemaro Toni, storico direttore della Rivista culturale “Erba d’Arno” e della Casa editrice Edizioni dell’Erba di Fucecchio, voglio condividere, con tutti voi, un aneddoto della mia adolescenza, che proprio oggi assume un significato particolare. Ho “conosciuto” le Edizioni dell’Erba di Aldemaro Toni nell’estate del 1993, allorché mi fu donato il volume Antologia degli scrittori fucecchiesi, pubblicato dalla sua casa editrice nel 1990. Una raccolta di racconti, di storie e anche di poesie di importanti scrittori fucecchiesi come Indro Montanelli, Enzo Fabiani, Egisto Lotti, Piero Malvolti, Riccardo Cardellicchio e altri ancora, tra cui lo stesso Aldemaro Toni, il quale raccontava – in quel libro – la sua permanenza a Torre (presso la famiglia Buti), come sfollato, durante la Seconda Guerra mondiale. In una delle prime pagine di quel libro, ingiallito dal tempo, si trova una frase, scritta a penna da colei che mi donò quello scrigno di “cultura fucecchiese”: «Perché tu non dimentichi la tua Maestra». Questo pensiero fu scritto il 5 agosto 1993 dalla “mia” Maestra Giovanna Lotti Billeri, che andai a trovare come “suo” ex alunno. Oggi, a distanza di venticinque anni da quel giorno d’estate…, quelle parole assumono una prospettiva quasi profetica: non abbiamo dimenticato le nostre Maestre e dopo un quarto di secolo siamo qui riuniti a ricordare il bene ricevuto da numerose generazioni di alunni di Torre grazie ai loro insegnanti; siamo qui a ricordare la mia Maestra Giovanna e tutte le altre Maestre della scuola elementare Bitossi. E le omaggiamo in una cornice letteraria, in una temperie di emozioni e ricordi meravigliosi, grazie alla Poesia di Samanta e di Simone e grazie alla presenza di “Erba d’Arno” e quindi di Aldemaro Toni, che ne è stato il fondatore nel lontano 1980. Nella prefazione al volume Antologia di scrittori fucecchiesi, egli scrisse: «Forse ogni terra, ogni paese ha la sua vocazione. Fucecchio ha quella di scrivere…». A distanza di quasi trent’anni dalla pubblicazione di quel libro, possiamo affermare che la vocazione di Fucecchio continua e ai celebri scrittori del passato si aggiungono i nostri due Poeti emergenti: Samanta Campigli e Simone Gabrielli.

Francesco Campigli

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I DUE POETI EMERGENTI DI TORRE: SAMANTA CAMPIGLI e SIMONE GABRIELLI

I DUE POETI EMERGENTI DI TORRE:
SAMANTA CAMPIGLI e SIMONE GABRIELLI

In occasione dell’evento di Domenica 25 novembre 2018,
LA POESIA COME MOMENTO DI INCONTRO,
Vi presentiamo brevemente i due poeti emergenti di Torre:

 

SAMANTA CAMPIGLI ha vinto, nell’anno 2016, il Primo premio del concorso letterario “Affabula – l’arte di raccontare storie” nella sezione Poesia, indetto dall’Assessorato alla Cultura del comune di Fucecchio. La Rivista culturale “Erba d’Arno”, negli anni 2017 e 2018, ha pubblicato i seguenti suoi scritti: “SACRA”, “IL MIO POSTO”, “UN VIAGGIO VERSO CASA”, “RE TEMPO” e “TI VOGLIO BENE, TI AMO”.

 

 

 

 

SIMONE GABRIELLI ha iniziato a scrivere poesie fin da giovanissimo, quando era studente della Scuola superiore “Arturo Checchi” di Fucecchio. Nell’anno scolastico 2005/06 si classificò secondo al Premio letterario “Illuminiamo le vie della Pace” , con la poesia “PAROLE DI PIOMBO”. Nel 2008, la Casa editrice fiorentina MEF (Autore Libri Firenze) ha pubblicato la sua raccolta di sessantuno poesie dal titolo “DIADEMA DI THIRA”. Nel dicembre 2008, Simone Gabrielli ha pubblicato la poesia “FIABA LUCENTE” nella raccolta (Autori vari) della casa editrice Aletti Editore (“Tra un fiore colto e l’altro donato”). L’anno successivo l’Editore Aletti ha pubblicato un’altra poesia di Simone, dal titolo “CASA CON LA MANO CHE SCRIVE” , che è confluita nella raccolta “Il Federiciano”.

 

(Francesco Campigli)

25 novembre 2018 – LA POESIA COME MOMENTO D’INCONTRO E CENA CON LE MAESTRE DELLA SCUOLA ELEMENTARE “G. BITOSSI” DI TORRE

DOMENICA 25 NOVEMBRE 2018  
CHIESA PARROCCHIALE DI TORRE

 LA POESIA COME MOMENTO D’INCONTRO
e
CENA CON LE MAESTRE

della scuola elementare “G. Bitossi” di Torre

 > in occasione del Millenario di TORRE  1018-2018 <

 

ore 17.00 – Saluti di Emma Donnini – Vice-sindaco di Fucecchio e

                    Roberto Pellegrini – Presidente della Proloco Torre

 

ore 17.15 – Introduzione alla produzione poetica dei due autori

                   Samanta Campigli e Simone Gabrielli  

                   Intervengono Aldemaro Toni (Rivista Erba d’Arno),

                   Daniele Cei (Assessore alla Cultura) e

                   Alberto Malvolti (Fondazione Montanelli-Bassi di Fucecchio)

 

Ore 17.45 – Lettura di alcuni testi poetici da parte dell’attrice Benedetta

                    Giuntini. Momenti di riflessione e confronto.

 

Coordina l’incontro il Prof. Francesco Campigli

 

Saranno presenti le Maestre della Scuola elementare di Torre “G. Bitossi” che si tratterranno alla
CENA conviviale presso i locali del Circolo “San Gregorio” alle ore 19.30.

Sarà presente anche la docente Patrizia Moriani (Vice-preside) in rappresentanza della Direzione didattica statale di Fucecchio.

Durante la serata assisteremo alla proiezione di un video con le foto dei gruppi scolastici dagli anni Cinquanta agli anni Novanta del Novecento.

Per info e prenotazioni:

Marco 328.0482201   Francesco 347.6116028

 Tutta la popolazione è invitata a partecipare

 

pagina web : Millenario Torre 1018-2018 ” Villa Sancti Gregorii “

 

cliccare per scaricare la locandina dell’evento del 25 novembre 2018freccia024

Il cavallo di Buio e la solidarietà… continua la storia di Torre.

Il cavallo di Buio e la solidarietà…
continua la storia di Torre.

Tanto tempo fa sentii parlare da nonno Gino di questa “nobile” azione del popolo contadino torrigiano degli anni ’30, molto sensibile alle difficoltà dei propri amici concittadini di frazione e non, e mi sono messo alla ricerca dell’articolo di giornale che narrava questa storia … poiché qualcuno diceva che esistesse e che fosse custodito in qualche posto.

Finalmente Liviana Frediani mi ha fatto avere una fotocopia dell’articolo di giornale che narrava tale fatto… l’articolo esisteva realmente e l’originale era gelosamente custodito da Livio Frediani nel suo personale archivio dei ricordi.

Ecco la storia realmente accaduta de “Il cavallo di Buio”, ovvero di Umberto Biondi detto Buio.

È talmente entusiasmante conoscere la “solidarietà” di quel popolo di Torre che è con sincero piacere poterlo mettere a disposizione di tutti i miei amici ed a chiunque abbia desiderio di leggerlo.

Giuliano

 

articolo di giornale 
di Ezio Cioni
(presumibilmente degli anni ’80)

 ” Il cavallo di Buio e la solidarietà “

 

“Il cavallo di Buio” il titolo potrebbe apparire astratto, ma per chi ha vissuto quei tempi è molto significativo e mi auguro che la conoscenza di quei fatti sia perlomeno oggetto di curiosità storica.

 

Siamo negli anni ’30, in una frazione del comune di Fucecchio: a La Torre, mollo estesa come territorio e con circa mille abitanti, in mezzo al verde della campagna tipica toscana, tra colline e vallate che scendono lentamente verso il padule, come fiumi verso il mare.

 

La popolazione di una civiltà contadina che si tramanda di padre in figlio per secoli e secoli, in famiglie di pochi cognomi e tanti rami (i Frediani, i Cioni. i Favini, i Valori , i Campigli ecc.) svolgeva quasi interamente il lavoro dei campi a mezzadria o come piccoli proprietari

 

E’ sorprendente ricordare come la gente era prodiga verso gli altri quando si avvicinava il periodo della semina e del raccolto del grano, della vendemmia, come quando si raccoglieva il granturco e la sera a “veglia” si scartocciava tutti seduti sul monte delle pannocchie fino ad esaurimento, tra grida, canti , risate e … bicchieri di vino, mentre i ragazzi si rincorrevano intorno.

Quella gente aveva anche i suoi guai ed i suoi difetti, ma cercava sempre di risolvere tutti i problemi. Si aiutavano, si parlavano a finestre spalancate e le porte delle case rimanevano aperte anche di notte, tanta era la fiducia dell’uno nell’altro.

Il giorno della festa era un incontro molto importante e a parte la chiesa gremita di credenti, la piazza del piccolo borgo si riempiva ed i giovani e le ragazze avevano l’occasione di scambiarsi, con il viso arrossato dall’emozione, un sorriso o anche qualche parola che in molti casi era poi l’inizio di un dialogo più intimo.

I fatti di rilievo in questa comunità sono stati tanti, ma uno di questi val la pena di raccontarlo.

Tra stalle sempre gremite di bestie che servivano per i lavori nel campi e mucche da latte c’erano due famiglie che avevano il cavallo; uno era un certo Biondi detto “Buio” (quasi nessuno allora veniva chiamato con il suo nome e si usavano nomignoli come il Ninno, il Nano, Ciapone, Fungo, Carcagnoni, la Ralla, il Boddo, Bicco, Rocchino, Brucino, il Bocchi , Bomba).

La famiglia, come tante, era di quelle ad un livello economico non dei migliori ed il suo sostentamento era legato al cavallo e al barroccio che faceva da carrozza, trasporto materiali, spedizioniere, trasporto di legna e fieno.

Buio aveva sempre acquistato i cavalli, per motivi economici, tra i più malandati che offriva il mercato e queste povere bestie, a parte il loro andare incredibilmente lento, quando arrivavano in salita dovevano fare molte soste assieme al loro padrone appiedato e, molte volte, costretto a spingere il barroccio. Un giorno il povero cavallo si rifiutò di lasciare la stalla e di lì a pochi giorni morì.

Buio era disperato; non aveva la possibilità, in quel momento, di acquistarne un altro. Tutta la comunità gli fu vicina e cercò di rincuorarlo, passò del tempo, ma quando la gente si accorse che il cavallo non lo ricomprava si organizzò; nacque una specie di comitato e bussando casa per casa fu chiesto quel che ognuno poteva dare : cosi fu raggiunto la somma necessaria per l’acquisto.

Cosi Buio ricomparve lungo le strade sterrate dietro al lento andare del suo cavallo e quando incontrava i compaesani li fissava negli occhi dimostrando tutta la sua riconoscenza senza bisogno di parlare.

Ora in quelle strade, come in ogni località di campagna, è apparso l’asfalto e le povere case dei contadini sono diventate ville; sono nate altre case, i rigogliosi campi con la vite che faceva da siepe non ci sono più . Gli uomini e le donne si sono mescolali con gente venuta dal nord ed al sud creando la nuova comunità del benessere.

Nulla da dire . La vita è certo più facile, ma questa comunità ha chiuso le finestre e non lascia più la chiave nella porta delle case, anzi la chiude a doppia o tripla mandata ma, soprattutto non è più disposta a dare aiuto al prossimo.

 

Giov 03/07/2014 – Assemblea PRO LOCO TORRE – resoconto triennio del Consiglio Uscente

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Giovedi 03 luglio 2014 siete tutti invitati a partecipare
alla riunione della
PRO LOCO TORRE
ore 22,00 sala interna Circolo Torre.

Ordine del Giorno :

– approvazione bilancio 2013;

– relazione del Consiglio Direttivo uscente, resoconto dell’attività svolta nel triennio 2011/2013 con una presentazione di slides e foto;

– nomina nuovo consiglio direttivo per il triennio 2014/2016.

UNA OCCASIONE PER CONOSCERE MEGLIO LA “VOSTRA PRO LOCO” ,

SIETE INVITATI A PARTECIPARE !!!

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Data l’occasione è stato invitato
anche il nuovo Sindaco di Fucecchio,
Alessio Spinelli,
che ha confermato la sua presenza.

 

Il Presidente Frediani Giuliano

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